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Perspectives
Pic GEAB 103 NATO, banche centrali, crisi di immigrati, TTIP, tecnologie… Elite occidentali nel panico per un futuro pieno di incognite

L’attuale sensazione del team GEAB di « non sapere più dove sbattere la testa » per continuare a fornire un’immagine coerente e completa della crisi di fronte all’accumularsi di indicatori di trasformazione probabilmente non è niente a confronto di quello che provano i dirigenti e i loro consiglieri. È questa constatazione di perdita di controllo del corso degli eventi che probabilmente caratterizzano la leadership occidentale nel 2016 a rendere tanto preoccupante e difficilmente prevedibile quello che succederà nel corso dell’anno. In generale, si ha la sensazione che ci si sta avvicinando all’epilogo di dieci anni di cambiamento di paradigma, ma il senso di panico che sembra porre le premesse per un vero e proprio cambiamento tra i dirigenti, in particolare occidentali, obbliga ancora una volta a chiedersi che forma prenderà questo epilogo.

Nel momento in cui il mondo sul quale verteva il sistema di governance di una volta sta per scomparire ma il sistema di governance stesso è ancora « al comando », ci si dovrebbe preoccupare. I dirigenti che si trovano di fronte a sfide che vanno ben al di là delle loro capacità concettuali e strumentali e che non hanno altra scelta tra « soluzioni drastiche », prenderanno inevitabilmente cattive decisioni, alcune a non produrre alcun effetto, altre, al contrario, effetti drammatici. È però soprattutto l’imprevedibilità di tali decisioni che oscura il futuro di tutti noi e rafforza ancor più il senso di panico. Questa caratteristica è una tendenza forte del 2016, una di quelle che giustifica, d’altronde, il famoso « ripiegamento strategico » che il nostro team ha individuato come la nota dominante dell’anno.

Nel presente articolo introduttivo a questo numero del GEAB, ci accontentiamo di elencare una serie di fatti scatenanti del crescente stato di panico che ci preoccupa e di tendenze che, secondo il nostro team, lo aggraveranno ancora di più.

Alcuni preoccupanti indicatori di panico tra le elite occidentali

Teorici del complotto nel cuore della NATO

Cominciamo dall’incredibile dichiarazione di un alto responsabile americano della NATO il quale ha affermato che « la Russia e la Siria armano gli immigrati per nuocere all’Europa »[2] o di un esperto in comunicazione della stessa NATO il quale sottolinea come « Putin usi la crisi di immigrati per rovesciare la Merkel »[3]. Da tanti anni, questo tipo di discorso, quando applicato agli Stati, si è visto assegnare la bella etichetta di « teoria del complotto » tagliando l’erba sotto i piedi ai più legittimi interrogativi « fuori dagli schemi ». Eppure, il centro del centro del pensiero ufficiale si dispiega nelle ipotesi più paranoiche sulle manovre occulte di reti russo-sciite che mirano a destabilizzare l’Europa. Queste dichiarazioni sono talmente sorprendenti che il nostro team le ha affibbiate agli Stati Uniti[4], alla Turchia[5], all’Arabia Saudita[6], ecc. I nostri lettori sanno bene che a volte siamo tentati a prestare attenzione a queste teorie. Questa volta però la concatenazione dei fatti a partire dallo scoppio della guerra in Siria, la disastrosa gestione della crisi da parte delle potenze straniere occidentali, l’irruzione di un esercito di fanatici religiosi nel caos generale, i bombardamenti (alleati prima di tutto), tutto questo basta e avanza a spiegare il fenomeno, secondo il principio del rasoio di ... Leggete