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Perspectives
tempest 3 La crisi sistemica globale 2015: il petrolio, le valute, le finanze, le corporazioni, il Medio Oriente: Una grande tempesta si sta abbattendo sul porto occidentale!

Da quasi due anni, combinando più  punti  di vista (speculativo, geopolitico, tecnologico, economico, strategico, monetario….), abbiamo anticipato incessantemente una crisi maggiore in tutta l’industria petrolifera. Oggi, nessuno dubita del fatto che ci troviamo in una crisi e, come conseguenza, il team di GEAB si sente in dovere di anticipare le conseguenze di questa bomba atomica che inizia a gettare in aria tutti i piloni del vecchio sistema: le valute, come le conoscevamo, i mercati finanziari come li conoscevamo, l’America che conoscevamo, l’alleanza occidentale, la governance mondiale e la democrazia, etc.

« La crisi sistemica globale : la fine dell’Occidente come lo conoscevamo noi sin dal 1945»

Qui vorremmo guardare indietro all’anticipazione storica del bollettino GEAB, quella fatta da Franck Biancheri nel febbraio del 2006 e che annunciava lo scatto di una nuova crisi a livello mondiale intitolata “la fine dell’Occidente come lo conoscevamo sin dal 1945”[1].. Durante questi nove anni, GEAB ha fatto la pedagogia della crisi con lo scopo chiaro di contribuire alla scoperta di tutte le soluzioni esistenti per un’uscita quanto più rapida e quanto meno dolorosa dalla crisi. Sembra che, oltre alle attività dei paesi BRICS (che, come si era anticipato anche in GEAB hanno avuto la responsabilità gigantesca di mettere le basi del mondo del domani), il mondo occidentale abbia compiuto, nel frattempo, alcuni sforzi visibili qua e là. Tuttavia, trovandoci adesso alla fine dell’anno e, sapendo dell’immensa destabilizzazione causata dall’interruzione dei rapporti euro-russi nel contesto della crisi ucraina, il nostro team riesce difficilmente a vedere uno scenario positivo all’orizzonte dell’anno 2015.

Quest’anno 2015 sarà , tuttavia, l’anno del crollo completo del mondo occidentale come era conosciuto sin dal 1945. Assisteremo alla furia di un uragano gigantesco che macinerà l’intero pianeta, sapendo che i punti di rottura si trovano nel “Porto occidentale”, un porto che può essere difficilmente definito come tale ma che si troverà, nel 2015, ad essere l’occhio del ciclone, così come noi consumatori lo consideravamo sin dal 2005. Alcune tra le barche hanno cercato di uscire a largo, ma la crisi ucraina le ha riportate parzialmente in porto, ancorandole fermamente qui.  Purtroppo, il mare del porto stesso sta agitando le barche, e le prime che cederanno saranno quelle con le ancore più forti. Ci riferiamo, certamente, prima di tutto all’Europa ma, forse anche, più di tutto, ad Israele, ai mercati finanziari e alla governance mondiale.

Certo, la pace è in gioco. Una pace che, in realtà, non è altro che una parola detta invano, in fin dei conti. Domandate alla Cina, all’India, al Brasile, all’Iran. etc, se l’Occidente continua ad avere credibilità come pacificatore. Per quanto riguarda il concetto di valori democratici, diamo nuovamente la prova come modello negativo piuttosto che come modello positivo….fino a rendere possibile che il principio universale della democrazia arrivi al rango di concetto relativizzabile dal punto di vista culturale e che, in fin dei conti, serve i programmi anti-democratici di tutti….in Europa, ma anche in altre parti del mondo. Tuttavia, non è il principio democratico ad essere il problema (c’è bisogno al contrario di reinventare modi per applicarlo, in parteneriato con i nuovi poteri in via di sviluppo) ma, in realtà, l’incapacità occidentale di aver capito in che modo adattare la sua implementazione alle nuove caratteristiche della società (l’apparenza di entità politiche sovranazionali de facto, internet, che sta ... Leggete