{"id":143693,"date":"2026-02-15T15:29:45","date_gmt":"2026-02-15T14:29:45","guid":{"rendered":"https:\/\/geab.eu\/les-fleurs-du-mal-comment-la-guerre-froide-fit-sortir-lavenir-numerique-du-tiroir-de-lhistoire\/"},"modified":"2026-05-26T09:38:44","modified_gmt":"2026-05-26T07:38:44","slug":"les-fleurs-du-mal-come-la-guerra-fredda-ha-fatto-uscire-il-futuro-digitale-dal-cassetto-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/geab.eu\/it\/les-fleurs-du-mal-come-la-guerra-fredda-ha-fatto-uscire-il-futuro-digitale-dal-cassetto-della-storia\/","title":{"rendered":"Les Fleurs du Mal: come la Guerra Fredda ha fatto uscire il futuro digitale dal cassetto della storia"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #ff9900;\"><strong>RETROFUTURO<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Il XXI secolo digitale non \u00e8 nato un mattino per miracolo tecnologico. Si \u00e8 lentamente costruito nelle fratture del XX secolo, nel silenzio dei laboratori militari top secret e soprattutto nei cassetti ben chiusi della Guerra Fredda, dove l&#8217;urgenza strategica ha spesso preceduto ogni riflessione etica. Non c&#8217;\u00e8 dubbio che l&#8217;intelligenza artificiale (cos\u00ec come l&#8217;onnipotenza della tecnologia), cos\u00ec come la conosciamo, sia la degna erede di un progresso nato dalla paura e dall&#8217;eterna rivalit\u00e0 tra Est e Ovest.<\/p>\n<p>Dal momento che l&#8217;interconnessione struttura le nostre economie e le nostre politiche (fino alla nostra intimit\u00e0) attraverso i GAFAM<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, uno sguardo lucido allo specchio del passato solleva una questione essenziale: stiamo finalmente costruendo strumenti al servizio delle societ\u00e0 o stiamo continuando, questa volta in forma digitale, la logica del confronto e dell&#8217;ossessione per il potere che ha gi\u00e0 portato il mondo sull&#8217;orlo del collasso?<\/p>\n<p>Per rispondere al meglio, dedicheremo le pagine seguenti a una breve storia del digitale.<\/p>\n<p><strong>Il &#8220;portale del passato&#8221; spalancato<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la fine della seconda guerra mondiale, la caduta della &#8220;cortina di ferro&#8221; sul continente europeo ha segnato la grande divisione dell&#8217;Europa in due sfere di influenza, con tensioni diplomatiche e militari tra il blocco socialista e il mondo libero che hanno rimodellato le mentalit\u00e0 e l&#8217;idea di progresso scientifico e tecnologico come pochi avevano immaginato prima.\u00a0<\/p>\n<p>La grande catastrofe umanitaria del 1939-1945, che caus\u00f2 80 milioni di vittime<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> e provoc\u00f2 immense perdite materiali, non ha reso il nostro mondo pi\u00f9 sicuro n\u00e9 pi\u00f9 saggio. Ha persino gettato i semi di un potenziale terzo conflitto al quale non siamo ancora del tutto sfuggiti.<\/p>\n<p>Del resto, \u00e8 proprio in questo intervallo storico, sulle rovine ancora fumanti, che si apre una nuova dinamica, portata avanti da sognatori e visionari che hanno capito che la sicurezza di domani dipende non solo dalla capacit\u00e0 dell&#8217;umanit\u00e0 di difendere la pace attraverso istituzioni potenti ed efficaci come l&#8217;ONU o la NATO, ma anche dalla nostra volont\u00e0 collettiva di mettere la &#8220;<em>scienza e la tecnologia<\/em>&#8221; al servizio della nostra preziosa stabilit\u00e0 mondiale.<\/p>\n<p>Con questo nobile obiettivo in mente, una miriade di scienziati si lanci\u00f2 a capofitto in questo progetto, con grande entusiasmo, prima che, purtroppo, la nobilt\u00e0 della pace fosse rapidamente sostituita dalla cupa realt\u00e0 della guerra.<\/p>\n<p>Dopo il 1946 sono emersi alcuni nomi di anticipatori, e le loro visioni del futuro sono finite per lo pi\u00f9 in una lunga lista d&#8217;attesa di giorni migliori&#8230; e di soldi, ovviamente. Il britannico Alan Turing (1912-1954), di fronte alla sfida di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alan_Turing\">Enigma<\/a>, intu\u00ec che le macchine potevano ampliare l&#8217;intelligenza umana, mentre l&#8217;americano Vannevar Bush (1890-1974), uno dei cervelli del progetto Manhattan (sulla fissione nucleare) che avrebbe portato gli Stati Uniti all&#8217;arma atomica, os\u00f2 credere che la scienza potesse servire la pace, anticipando con il suo Memex Internet e l&#8217;ipertesto<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>; Norbert Wiener (1894-1964), fondatore della cibernetica, comprese molto presto il potenziale tecnologico per migliorare la sicurezza della vita umana, assistita dall&#8217;IA, mentre l&#8217;ungherese John von Neumann e Nicholas Metropolis, architetti dei computer moderni, nel 1956 produssero il computer <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/MANIAC_I\">MANIAC<\/a> per aiutare l&#8217;uomo a diventare pi\u00f9 forte e pi\u00f9 veloce (fu il primo computer a battere un essere umano a scacchi; scelsero questo nome nella speranza di porre fine alla proliferazione di acronimi assurdi per i nomi delle macchine).<\/p>\n<p>Tuttavia, sembra che l&#8217;uso del progresso tecnologico per scopi esclusivamente pacifici non fosse ancora una realt\u00e0 in quel periodo. Molti progetti, inizialmente sviluppati per promuovere lo sviluppo futuro, furono sospesi o riorientati verso ambizioni quali il settore militare, come dimostrano i progressi compiuti dal MANIAC nel campo dei calcoli termonucleari precisi e approfonditi.<\/p>\n<p>Il futuro del bello e del giusto ha dovuto attendere, poich\u00e9 il comfort e il benessere non erano decisamente delle priorit\u00e0, un ritardo che non era certamente casuale.<\/p>\n<p><strong>La tecnologia al servizio del progresso: un colosso dai piedi d&#8217;argilla<\/strong><\/p>\n<p>Il filosofo britannico Bertrand Russell (1872-1970), premio Nobel per la letteratura nel 1950, anch&#8217;egli grande anticipatore, aveva gi\u00e0 avvertito che la tecnologia senza etica<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> avrebbe senza dubbio distrutto l&#8217;umanit\u00e0. Aveva forse intuito che alcune innovazioni sepolte sarebbero finite per emergere minacciando l&#8217;equilibrio del mondo<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>?<\/p>\n<p>Il 5 marzo 1946, a Fulton, Winston Churchill annunci\u00f2 che \u00abuna cortina di ferro era calata sul continente\u00bb<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. Inizi\u00f2 la Guerra Fredda, le visioni del futuro si riorganizzarono, mentre la scienza si metteva ampiamente al servizio dello scontro strategico tra Washington e Mosca&#8230; e lo sviluppo dell&#8217;informatica avanzata, soprattutto militare, divenne la priorit\u00e0 assoluta.<\/p>\n<p>In Occidente, alcuni progetti fino ad allora in sospeso beneficiarono immediatamente di finanziamenti massicci che accelerarono l&#8217;arrivo del futuro tecnologico&#8230; gli obiettivi di guerra lo imponevano. Cos\u00ec, nel 1946, gli Stati Uniti riuscirono a mettere a punto l&#8217;ENIAC (<em>Electronic Numerical Integrator and Computer<\/em>) per i calcoli balistici<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p>Monumento di tubi elettronici che occupava un&#8217;intera sala, energivoro ma rivoluzionario, l&#8217;ENIAC dimostr\u00f2 che le macchine potevano calcolare a una velocit\u00e0 senza precedenti. Per un decennio, fino a quando un fulmine colp\u00ec l&#8217;ENIAC nel 1955, questa macchina avrebbe potuto eseguire pi\u00f9 calcoli di quanti ne avesse mai effettuati l&#8217;umanit\u00e0 fino a quel momento.<\/p>\n<p>Poi arriv\u00f2 <a href=\"https:\/\/americanhistory.si.edu\/collections\/object\/nmah_334748\">l&#8217;EDVAC<\/a> (<em>Electronic Discrete Variable Automatic Computer<\/em>), che introdusse il concetto di programma e dati registrati in memoria. Infine, J.W. Mauchly (1907-1980), J. Presper Eckert (1919-1995) e von Neumann vedevano gi\u00e0 il computer come lo strumento supremo per comprendere il mondo. Con velocit\u00e0, precisione e memoria, la base operativa dei dati come strumento di guerra stava ormai prendendo forma. Gli usi militari americani, pur avendo deviato da queste visioni iniziali, rivelarono quanto il progresso fosse il risultato di una serie di visioni successive che si alimentavano a vicenda.<\/p>\n<p>In Europa la dinamica fu simile. In Germania, Konrad Zuse (1910-1995) progett\u00f2 nel 1941 il famoso <a href=\"https:\/\/www.britannica.com\/technology\/Zuse-computer\">Z3<\/a>, uno dei primi computer programmabili completamente funzionanti al mondo, che lavorava in completo isolamento, utilizzava 2.300 rel\u00e8, eseguiva calcoli binari in virgola mobile e aveva una lunghezza di parola di 22 bit. Lo Z3 era utilizzato per calcoli aerodinamici, ma fu distrutto durante un bombardamento su Berlino alla fine del 1943. Zuse supervision\u00f2 in seguito una ricostruzione dello Z3 negli anni &#8217;60, oggi esposta al Deutsches Museum di Monaco di Baviera.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;economia di guerra ne limit\u00f2 lo straordinario sviluppo e anche questo progetto dovette attendere tempi pi\u00f9 favorevoli, senza tuttavia smettere di ispirare e motivare le menti brillanti che gi\u00e0 riflettevano sull&#8217;umanoide intelligente del futuro.<\/p>\n<p>Anche la Francia ha portato avanti molto presto importanti visioni digitali con Roland Moreno (1945-2012) e Louis Pouzin (1931 &#8211; ancora vivo!). Il primo anticip\u00f2 una societ\u00e0 basata sull&#8217;identit\u00e0 e la sicurezza digitali grazie alla smart card, mentre il secondo gett\u00f2 le basi stesse di Internet con il principio del <strong>datagramma e <\/strong>le reti <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/CYCLADES\">CYCLADES<\/a>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-143746 lazyload\" data-src=\"https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-15-at-16.25.47-1.png\" alt=\"\" width=\"430\" height=\"321\" data-srcset=\"https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-15-at-16.25.47-1.png 616w, https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-15-at-16.25.47-1-273x204.png 273w, https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-15-at-16.25.47-1-374x279.png 374w, https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-15-at-16.25.47-1-600x448.png 600w\" data-sizes=\"(max-width: 430px) 100vw, 430px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 430px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 430\/321;\" \/><\/p>\n<p>Replica dello Zuse &#8211; <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Z3_(computer)\">Z3<\/a> esposta al Deutsches Museum di Monaco di Baviera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Gran Bretagna, tra il 1943 e il 1944, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Colossus\">COLOSSUS<\/a> permise di decifrare i messaggi nazisti, ma rimase classificato<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, frenandone l&#8217;impatto civile. Nel dopoguerra, grazie agli investimenti universitari, la ricerca e la corsa all&#8217;informatica ripresero slancio. A est della cortina di ferro, la situazione era ancora pi\u00f9 difficile: lo sviluppo tecnologico era frenato da ritardi economici, restrizioni ideologiche e censura. Molti progetti promettenti furono recuperati da Mosca, abbandonati per mancanza di risorse o confinati in laboratori segreti, a volte senza mai vedere la luce.<\/p>\n<p>\u00c8 in questo contesto che apparve, in Transilvania, il notevole computer militare CE-400 CESAR (acronimo di Calculateur \u00e9lectronique sp\u00e9cialis\u00e9 pour l&#8217;artillerie roumaine, Calcolatore elettronico specializzato per l&#8217;artiglieria rumena), sviluppato a Cluj tra il 1974 e il 1978. Il CE-400 CESAR era veloce, modulare, robusto, altamente affidabile e di grande adattabilit\u00e0 operativa. Era uno dei sistemi pi\u00f9 efficienti dell&#8217;Europa orientale per dirigere con precisione il fuoco dell&#8217;artiglieria, compatibile con la serie americana PDP-11\/45 dell&#8217;azienda DEC<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. A causa del segreto di difesa, il suo successo rimase a lungo sconosciuto, sebbene avesse suscitato l&#8217;interesse dei servizi segreti del blocco socialista. E l&#8217;elenco degli esempi di progetti &#8220;la pace \u00e8 la guerra&#8221; potrebbe continuare&#8230;<\/p>\n<p><strong>Scienza senza coscienza, il precipizio umano<\/strong><\/p>\n<p>Da secoli, la storia ci ricorda con cruda amarezza che la scienza, priva di compassione e coscienza etica in contesti geopolitici fragili, pu\u00f2 in qualsiasi momento portare l&#8217;uomo sull&#8217;orlo del precipizio. Tra tecnofobia e tecnomania, questa realt\u00e0 ci riporta a Sophia, il robot umanoide, che nel 2016 dichiarava: &#8220;Sono progettata per l&#8217;empatia e la compassione, e ogni giorno imparo qualcosa di nuovo&#8221;. Grazie alla programmazione umana, incarnava allora la speranza che una macchina potesse integrare valori che noi stessi abbiamo spesso trascurato e che, dopo decenni di visioni e sperimentazioni, fosse ancora lecito sperare che il progresso di domani, alimentato dalle lezioni del passato, conservasse per l&#8217;umanit\u00e0 una possibilit\u00e0, fragile ma reale, di sopravvivere al caos.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-143679 lazyload\" data-src=\"https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-15-at-16.25.38.png\" alt=\"\" width=\"688\" height=\"382\" data-srcset=\"https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-15-at-16.25.38.png 688w, https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-15-at-16.25.38-366x204.png 366w, https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-15-at-16.25.38-500x279.png 500w, https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-15-at-16.25.38-600x333.png 600w\" data-sizes=\"(max-width: 688px) 100vw, 688px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 688px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 688\/382;\" \/><\/p>\n<p>Il robot Sophia interviene all<a href=\"https:\/\/www.un.org\/en\/desa\/un-robot-sophia-joins-meeting-artificial-intelligence-and-sustainable-development\">&#8216;ONU<\/a> durante un incontro sull&#8217;intelligenza artificiale e lo sviluppo sostenibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Da Tesla a Bertin e Meucci, la luce esce sempre dai cassetti<\/strong><\/p>\n<p>Molto prima che le macchine intelligenti e i droni da guerra a basso costo entrassero nella nostra vita quotidiana, tre inventori, Nikola Tesla (serbo, 1856-1943), Jean Bertin (francese, 1917-1975) e Antonio Meucci (italiano, 1808-1889) lavoravano nei loro laboratori con quella certezza audace, quasi surreale, alla Jules Verne, che l&#8217;impossibile potesse diventare tangibile, che ogni filo elettrico o ogni prototipo maldestro potesse essere la radice di un futuro che un giorno sarebbe esploso alla luce del mondo, un futuro che le guerre, crisi e tutto il loro tumulto nelle nostre societ\u00e0 non avrebbero potuto che accelerarne l&#8217;avvento.<\/p>\n<p>Tesla, mago delle onde e dell&#8217;elettricit\u00e0, immaginava motori telecomandati, trasmissioni senza fili, energie libere dai vincoli della sua epoca, anticipando un mondo in cui l&#8217;intelligenza e la tecnologia si sarebbero mescolate alla vita quotidiana sotto forma di oggetti volanti (il primo drone in assoluto)<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>, fino al punto che uomini come Elon Musk, pi\u00f9 di un secolo dopo, potrebbero concretizzare questa audacia sotto forma di un mezzo di trasporto che rivoluziona l&#8217;industria automobilistica e dimostra che un vecchio sogno pu\u00f2 diventare una brillante realt\u00e0 concreta: l&#8217;auto elettrica pi\u00f9 venduta al mondo di tutti i tempi<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>.<\/p>\n<p>Bertin immagin\u00f2 l&#8217;a\u00e9rotrain, un aereo senza ali e un treno senza ruote<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>, uno dei sogni tecnologici francesi pi\u00f9 folli del XX secolo. Progettato negli anni &#8217;60 come un &#8220;treno senza ruote&#8221; che scivolava su un cuscino d&#8217;aria grazie a un binario a T rovesciata e capace di velocit\u00e0 superiori a 400 km\/h, l&#8217;A\u00e9rotrain mirava a rivoluzionare il trasporto terrestre rivaleggiando con l&#8217;aereo e la ferrovia tradizionale&#8230; entrambi. Ha persino battuto i record di velocit\u00e0 sulla pista di prova a nord di Orl\u00e9ans. Tuttavia, nonostante il potenziale, il progetto \u00e8 stato abbandonato negli anni &#8217;70 a favore del TGV, per mancanza di finanziamenti e incompatibilit\u00e0 con la rete ferroviaria esistente. Oggi, le tracce dei binari sperimentali rimangono visibili come monumento di un futuro che non si \u00e8 ancora concretizzato.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-143672 lazyload\" data-src=\"https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-15-at-16.25.28.png\" alt=\"\" width=\"384\" height=\"266\" data-srcset=\"https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-15-at-16.25.28.png 643w, https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-15-at-16.25.28-295x204.png 295w, https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-15-at-16.25.28-403x279.png 403w, https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-15-at-16.25.28-600x415.png 600w\" data-sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 384px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 384\/266;\" \/><\/p>\n<p>Il fantastico aerotreno di Jean Bertin. Fonte: WikiTimbres.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Meucci, contemporaneo di Tesla, un visionario discreto ma altrettanto determinato, esplorava da parte sua la comunicazione a distanza, inventando dispositivi che, sebbene ignorati dalla storia ufficiale, portavano gi\u00e0 in s\u00e9 l&#8217;idea che la tecnologia potesse avvicinare gli esseri umani attraverso la voce e poi, ben presto, attraverso l&#8217;immagine.<\/p>\n<p>Il suo futuro immaginario ha ispirato altri inventori, come Alexander Graham Bell o \u00c9milie Berliner, fino a quando queste visioni si sono fuse nel nostro presente naturale, quasi banale, delle telecomunicazioni&#8230; Non \u00e8 forse questa la pi\u00f9 bella consacrazione di una visione? Dopo anni, persino decenni di attesa, il futuro si svela finalmente!<\/p>\n<p>\u00c8 proprio in questo contrasto che si rivela un paradosso affascinante: il disordine, la miseria, il tumulto, la mancanza, la sofferenza e persino le guerre, orrori assoluti, possono alimentare il pensiero e i sogni, diventando catalizzatori per l&#8217;emergere dei futuri pi\u00f9 inaspettati.<\/p>\n<p>Come ricorda cos\u00ec bene Baudelaire, non \u00e8 nella perfezione di una societ\u00e0 che nasce l&#8217;innovazione, ma al contrario, nella sfortuna e nella muffa della sperimentazione, dove i tentativi e gli errori si trasformano in perle di genio e dove la creativit\u00e0 umana si forgia nella prova.<\/p>\n<p>\u00abMi hai dato il tuo fango e io ne ho fatto oro\u00bb.<br \/>\n(Charles Baudelaire, Projets d&#8217;\u00e9pilogue \/ Les Fleurs du Mal, 1861)<\/p>\n<p>In ogni caso, la luce non si ritira mai completamente nell&#8217;ombra dei cassetti. Finisce sempre per emergere, ondulante, bella, fragile, persistente&#8230; assumendo la forma di un&#8217;intuizione che, al momento opportuno, traccia i contorni di un futuro promettente.<\/p>\n<p>__________________<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0 GAFAM e i giganti del web. Fonte: <a href=\"https:\/\/geoconfluences.ens-lyon.fr\/glossaire\/gafa-gafam\">Geoconfluences<\/a>, 2025<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0 <a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Bilan_de_la_Seconde_Guerre_mondiale\">Bilancio della seconda guerra mondiale<\/a>, fonte: Wiki.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0 Nei sistemi ipertestuali i documenti contenevano collegamenti ipertestuali che consentivano di accedere direttamente ad altri documenti. Questi sono diventati la base del World Wide Web come lo conosciamo oggi.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0 Cognitivismo etico, di Bernard Russell. Fonte: <a href=\"https:\/\/iep.utm.edu\/russ-eth\/\">International Encyclopedia of Philosophy<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0 L&#8217;etica della guerra. Fonte: <a href=\"https:\/\/whatapathwemade.wordpress.com\/2015\/05\/12\/bertrand-russell-the-ethics-of-war\/\">Whatapathwemade<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0 Discorso di Fulton (1946): invitato al Westminster College, Churchill, sebbene non fosse pi\u00f9 Primo Ministro, allert\u00f2 il mondo sulla minaccia comunista. Descrisse la situazione in questi termini: \u00abDa Stettino sul Mar Baltico a Trieste sull&#8217;Adriatico, una cortina di ferro \u00e8 scesa sul continente\u00bb. Fonte: <a href=\"https:\/\/www.herodote.net\/5_mars_1946_9_novembre_1989-evenement-19460305.php\">Herodote<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0 ENIAC explained. Fonte: <a href=\"https:\/\/www.computerhistory.org\/revolution\/birth-of-the-computer\/4\/78\">Computer History<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0 Breaking the code, <a href=\"https:\/\/www.computerhistory.org\/revolution\/birth-of-the-computer\/4\/82\">Computer History Museum<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a>\u00a0 <em>La Digital Equipment Corporation <\/em>\u00e8 stata fondata nel 1957 negli Stati Uniti da Ken Olsen e Harlan Anderson, due ingegneri che credevano in un futuro possibile per computer pi\u00f9 piccoli e accessibili, non solo per i grandi centri governativi o le grandi aziende. All&#8217;azienda va il merito di essere riuscita a passare dal &#8220;computer-mostro&#8221; all&#8217;idea che un computer potesse essere uno strumento quotidiano per la ricerca, l&#8217;istruzione e il lavoro.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> \u00a0 La terza pi\u00f9 grande invenzione di Nikola Tesla fu il primo drone al mondo. Fonte: <a href=\"https:\/\/www.forbes.com\/sites\/berniecarlson\/2018\/07\/11\/nikola-teslas-third-greatest-invention-the-first-drone\/\">Forbes<\/a>,<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>\u00a0 Tesla registra il maggior numero di veicoli elettrici venduti al mondo (considerando tutti gli anni). Complessivamente, dal 2012 sono stati prodotti e venduti circa 8,5 milioni di Tesla. Tesla Model Y: circa 3,39 milioni di esemplari venduti dal suo lancio. \u00c8 il veicolo elettrico pi\u00f9 venduto di tutti i tempi.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>\u00a0 Fonte: <a href=\"https:\/\/france3-regions.franceinfo.fr\/centre-val-de-loire\/loiret\/orleans\/avion-sans-ailes-et-train-sans-roues-retour-vers-le-futur-du-fantastique-aerotrain-de-jean-bertin-3021008.html\">Franceinfo<\/a>, 05\/09\/2024<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RETROFUTURO Il XXI secolo digitale non \u00e8 nato un mattino per miracolo tecnologico. Si \u00e8 lentamente costruito nelle fratture del XX secolo, nel silenzio dei laboratori militari top secret e soprattutto nei cassetti ben chiusi della Guerra Fredda, dove l&#8217;urgenza strategica ha spesso preceduto ogni riflessione etica. 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