{"id":145543,"date":"2026-06-15T12:45:56","date_gmt":"2026-06-15T10:45:56","guid":{"rendered":"https:\/\/geab.eu\/modeles-de-langage-que-va-t-il-advenir-du-lecteur\/"},"modified":"2026-06-17T09:47:14","modified_gmt":"2026-06-17T07:47:14","slug":"modelli-linguistici-che-ne-sara-del-lettore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/geab.eu\/it\/modelli-linguistici-che-ne-sara-del-lettore\/","title":{"rendered":"Modelli linguistici: che ne sar\u00e0 del Lettore?"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"color: #ff9900;\">EDITORIALE<br \/>\n<\/span><\/strong><br \/>\nTra gli impatti multidirezionali dell\u2019IA sulle nostre societ\u00e0, ci sono ovviamente quelli legati al nostro modo di pensare. I nostri cervelli \u00abbeneficiano\u00bb ormai di stampelle che ne modificano rapidamente la muscolatura. Ma piuttosto che parlare di \u00abcrollo cognitivo\u00bb, \u00e8 opportuno iniziare a osservare in modo molto concreto come, dopo quasi tre anni di integrazione graduale di questi nuovi strumenti (gli <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Modello_linguistico_di_grandi_dimensioni\">LLM<\/a>), i nostri cervelli \u2013 e l\u2019insieme del collettivo cognitivo \u2013 si stiano riconfigurando. La prima constatazione fattuale ed evidente \u00e8 l\u2019esplosione della capacit\u00e0 redazionale di chiunque. Questa \u00abdemocratizzazione\u00bb della scrittura \u00e8 una buona notizia, poich\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 una minoranza di \u00abscrittori\u00bb in grado di esprimere le proprie idee a produrre i mattoni del pensiero collettivo.<\/p>\n<p>Un&#8217;enorme massa di persone che avevano idee ma non riuscivano a esprimerle si sta gradualmente aggiungendo al meccanismo \u2013 finora piuttosto elitario \u2013 di strutturazione del pensiero collettivo. D&#8217;altra parte, questo pensiero che si esprime \u00e8 estremamente teorico, persino filosofico, privo di un ancoraggio fattuale, una caratteristica rafforzata dal fatto che gli LLM si preoccupano piuttosto poco, per il momento, della diversit\u00e0 e delle sfumature delle fonti. Ci aiutano a produrre un \u00abpensiero medio\u00bb in questa fase. Infine, gli LLM prendono il controllo delle nostre menti facendoci credere che questo pensiero medio sia il nostro.<\/p>\n<p>I pregiudizi morali sono ufficialmente numerosi nei modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) che attingono a <em>dati <\/em>di per s\u00e9 molto pi\u00f9 \u00ab<em>puliti<\/em>\u00bb dopo le crisi del terrorismo del 2015 e del complottismo degli anni 2020 (\u2026 sapendo che i fondamenti morali di questi pregiudizi possono cambiare, insidiosamente). Le IA generative \u00abeducano\u00bb quindi le masse a una forma di razionalit\u00e0 ed etica comuni.<\/p>\n<p>La scuola non faceva altro e abbiamo certamente bisogno di ricreare una comunit\u00e0 di pensiero e di valori per ricostruire la societ\u00e0\u2026 ma i rischi di derive ed eccessi sono evidenti e, nel contesto delle attuali tensioni geopolitiche e culturali, questi eccessi sono all\u2019ordine del giorno per gli anni a venire.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra tendenza che volevamo segnalare in questo breve editoriale \u00e8 l&#8217;evoluzione della disponibilit\u00e0 all&#8217;ascolto e alla lettura: se tutti si trasformano potenzialmente in redattori, rimarranno dei lettori?<\/p>\n<p>Il modello verso cui tenderemo nei prossimi anni sarebbe quello di una societ\u00e0 che naviga su una marea di frammenti di informazione (essenzialmente titoli di articoli o di rapporti) liberamente interpretati da ciascuno, generando un oceano di analisi personali veicolate da social network effimeri e prodotte da individui che alimentano universi di riflessione ultra-personali, il tutto sottoposto a una forza centripeta sotto l\u2019effetto degli assistenti di scrittura che producono quel \u00abpensiero medio\u00bb menzionato in precedenza.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo punto riguarda l\u2019abituarsi a testi visibilmente prodotti dall\u2019IA. Da un lato, impariamo a servirci di questi LLM che a loro volta si conformano al contenuto e alla forma delle nostre riflessioni interiori, producendo testi sempre pi\u00f9 \u00ableggibili\u00bb e apparentemente \u00abpersonali\u00bb; e dall\u2019altro lato, beh, ci stiamo abituando a questa nuova forma che sta diventando una norma: introduzione, sviluppo, conclusione, pochi esempi, idee chiare o addirittura semplicistiche, e allo stesso tempo uno stile spesso <em>aziendale <\/em>o addirittura da consulente.<\/p>\n<p>E a poco a poco, l\u2019imperfezione dei testi umani ci fa preferire l\u2019affidabilit\u00e0 stilistica e logica dei testi generati dall\u2019IA\u2026 come in altri tempi, abbiamo finito per preferire i caratteri a stampa alle sontuose corsive dei manoscritti di un tempo \u2013 che si erano, bisogna dirlo, a poco a poco trasformate in scarabocchi informi sotto l\u2019effetto della diffusione della scrittura.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 pone le basi per una riflessione che riguarda noi e voi lettori del GEAB, ovvero: come i media e i loro lettori possono continuare a fornire e ottenere ci\u00f2 che ha alimentato il loro rapporto? La natura di questo legame \u00e8 certamente diversa a seconda che si parli dei grandi media, la cui lettura serve a informarsi sui fatti e a sentire ci\u00f2 che i potenti di questo mondo vogliono che noi comprendiamo, o di media come il GEAB, la cui lettura serve, a nostro avviso, essenzialmente a due obiettivi del : da un lato, accedere a un pensiero alternativo e critico (la \u201cstereo\u201d dell\u2019intelligenza) e, dall\u2019altro, leggere contenuti vicini a ci\u00f2 che si pensa personalmente, che differiscono da ci\u00f2 che produce la doxa e che si \u00e8 contenti di trovare gi\u00e0 scritti e pubblicati. \u00c8 proprio su quest\u2019ultimo punto che il senso di un media come il GEAB \u00e8 a rischio: grazie all\u2019IA e ai social network, i nostri lettori sono ormai in grado di redigere e pubblicare da soli ci\u00f2 che avrebbero voluto leggere da noi per mancanza di tempo o di coraggio.<\/p>\n<p>Le vie per reinventare i media, siano essi tradizionali o alternativi, ruotano a nostro avviso attorno a due temi: radicamento e comunit\u00e0. Per quanto riguarda il radicamento, continueremo ad avere bisogno di leggere per alimentare le nostre riflessioni; e avremo sempre pi\u00f9 bisogno di informazioni che ci siano direttamente utili come cittadini o come professionisti.<\/p>\n<p>I grandi media dovranno quindi ricostruire la loro credibilit\u00e0, l\u2019affidabilit\u00e0 delle loro fonti (ci hanno gi\u00e0 iniziato). E avvicinare alla vita delle persone i loro criteri di selezione delle informazioni (questo, invece, non l\u2019hanno ancora fatto). Ad esempio, pensiamo che i media di informazione locale, i media specializzati,\u2026 abbiano un futuro roseo davanti a s\u00e9 perch\u00e9 i media dovranno ricominciare a parlarci di eventi sui quali abbiamo un minimo di presa per rispondere ai nostri bisogni e iniziare a ridurre l\u2019ansia generale. Questo radicamento milita ad esempio a favore di un riorientamento verso l\u2019Europa nel caso del GEAB\u2026<\/p>\n<p>L\u2019altro tema \u00e8 la comunit\u00e0: continueremo ad avere voglia di leggere le persone con cui condividiamo un\u2019identit\u00e0, un tipo di analisi, un progetto, un\u2019attivit\u00e0, un\u2019organizzazione\u2026 I grandi media non potranno fare molto su questo secondo punto. Al contrario, \u00e8 il punto di forza dei media atipici come il GEAB. Voi, nostri lettori, avete in comune il fatto di averci trovato, di sentirvi in sintonia con la nostra indipendenza di analisi, la nostra visione ampia e sistemica, il nostro coraggio anticipatorio, ecc. Ebbene, questo spirito che condividiamo, unito alle IA che ora vi aiutano a scrivere, potrebbe giustificare che le pagine della nostra rivista si aprano pi\u00f9 decisamente a voi, alla \u00abvostra intelligenza del futuro\u00bb\u2026<\/p>\n<p>Non aggiunger\u00f2 altro in questa fase, lasciandovi su questa riflessione e proponendovi di condividere con noi ci\u00f2 che essa vi ispira tramite il <a href=\"https:\/\/docs.google.com\/forms\/d\/e\/1FAIpQLSeh2jBRewV5YlsAf51ZrAWgAP-GPQDzjFqVC5Nka9_gda7YGg\/viewform?usp=publish-editor\">modulo \u00abChe ne sar\u00e0 del lettore?<\/a>\u00bb. L\u2019estate passer\u00e0 e vedremo come si concretizzeranno queste piste di riflessione a settembre. Nel frattempo, restiamo in contatto tramite le newsletter e gli eventuali sondaggi che senza dubbio ci permetteremo di inviarvi.<\/p>\n<p>Buone vacanze a tutti!<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-139000 lazyload\" data-src=\"https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/MHC-pic.png\" alt=\"\" width=\"94\" height=\"114\" data-srcset=\"https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/MHC-pic.png 577w, https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/MHC-pic-169x204.png 169w, https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/MHC-pic-497x600.png 497w, https:\/\/geab.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/MHC-pic-231x279.png 231w\" data-sizes=\"(max-width: 94px) 100vw, 94px\" src=\"data:image\/svg+xml;base64,PHN2ZyB3aWR0aD0iMSIgaGVpZ2h0PSIxIiB4bWxucz0iaHR0cDovL3d3dy53My5vcmcvMjAwMC9zdmciPjwvc3ZnPg==\" style=\"--smush-placeholder-width: 94px; --smush-placeholder-aspect-ratio: 94\/114;\" \/><\/p>\n<p>Marie-H\u00e9l\u00e8ne Caillol<\/p>\n<p>Direttrice editoriale, cofondatrice del GEAB<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/geab.eu\/it\/abonnement\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Abbonatevi<\/a>\u00a0\/\u00a0<a href=\"https:\/\/geab.eu\/it\/il-mio-account\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">LOGIN<\/a>\u00a0per leggere l\u2019intero numero del GEAB<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>EDITORIALE Tra gli impatti multidirezionali dell\u2019IA sulle nostre societ\u00e0, ci sono ovviamente quelli legati al nostro modo di pensare. 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