{"id":28726,"date":"2016-05-15T19:31:52","date_gmt":"2016-05-15T17:31:52","guid":{"rendered":"https:\/\/geab.eu\/\/it\/paix-gouvernance-mondiale-integration-europeenne-moyen-orient-opep-lemergence-du-monde-multipolaire-impose-un-changement-de-methode-2\/"},"modified":"2023-10-17T11:50:18","modified_gmt":"2023-10-17T09:50:18","slug":"pace-governance-mondiale-integrazione-europea-medio-oriente-opec-lascesa-del-mondo-multipolare-impone-un-cambiamento-di-metodo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/geab.eu\/it\/pace-governance-mondiale-integrazione-europea-medio-oriente-opec-lascesa-del-mondo-multipolare-impone-un-cambiamento-di-metodo-2\/","title":{"rendered":"Pace, governance mondiale, integrazione europea, Medio Oriente, OPEC: L\u2019ascesa del mondo multipolare impone un cambiamento di metodo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Fin dalla fondazione del GEAB nel 2006, il nostro team pone al centro della crisi sistemica globale l\u2019ascesa del mondo multipolare. Gli effetti del processo di relativizzazione della potenza americana hanno rappresentato i primi segni visibili di una vasta riconfigurazione globale. Dal 2008, con la costituzione dell\u2019associazione dei BRIC(S) <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, i nuovi attori hanno cominciato ad imporsi in modo sistematico sulla scena internazionale, cominciando a dare una certa forma a questa nozione di mondo multipolare<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, la strategia delle potenze emergenti \u00e8 consistita dapprima nello schierarsi per creare un fronte di riforma delle istituzioni internazionali esistenti attraverso, in particolare, il G20<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. In un primo tempo, le nuove potenze hanno quindi auspicato di essere riconosciute e integrate da e nel complesso internazionale costruito dall\u2019Occidente nel XX secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo lavoro di \u00ab lobbying \u00bb ha portato di fatto ad alcuni cambiamenti, ma la relativa perdita di controllo degli strumenti di potere degli Occidentali hanno condotto questi ultimi ad agire sempre pi\u00f9 all\u2019esterno delle istanze da loro prodotte. \u00c8 cos\u00ec, ad esempio, che gli Stati Uniti sono usciti sempre pi\u00f9 spesso dall\u2019ONU<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>, nonch\u00e9 dalla NATO<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, per condurre le proprie campagne militari. Ed \u00e8 anche cos\u00ec che gli occidentali si sono allontanati dall\u2019OMC<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo parziale ritiro degli occidentali dal sistema internazionale non ha per\u00f2 permesso alle istanze della governance internazionale del XX secolo di tenere in debita considerazione la nuova diversit\u00e0 di interessi rappresentati. L\u2019ADN fortemente occidentale di tali istituzioni \u00e8 ancora in atto. E soprattutto nella partecipazione a tali istanze le nuove potenze vedono un mezzo per limitare i rischi di polarizzazione tra essi e l\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, proprio come gli occidentali, essi agiscono sulla scena internazionale con un ampio spettro di nuovi strumenti di governance: BRICS, NDB<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>, AIIB<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, OBOR<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>, etc., come abbiamo visto pi\u00f9 volte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Approfondire il concetto di multipolarit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale constatazione costringe a riflettere pi\u00f9 attentamente al concetto di mondo multipolare. I nuovi poli mondiali, infatti, non sono soltanto nuovi membri importanti dell\u2019associazione internazionale. E il metodo consistente nell\u2019integrare paesi come Russia, India o Cina ad un sistema di regole prestabilite dagli occidentali non ha alcuna possibilit\u00e0 di riuscire a circoscrivere il ruolo e l\u2019azione di tali paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un mondo multipolare \u00e8 composto da attori principalmente differenziati: lingue, culture, sistemi di valori, interessi strategici, modelli economici, ecc. A mettere d\u2019accordo tali attori \u00e8 la ricerca di pace e prosperit\u00e0. Questa ricerca pu\u00f2 per\u00f2 avvenire solo con una tutela regolamentare preesistente, alla cui elaborazione questi attori non hanno preso parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, \u00e8 sempre pi\u00f9 visibile un metodo, detto internazionale, da parte di un\u2019associazione occidentale che invita il resto del mondo a seguire una serie di valori e principi affinch\u00e9 regni la pace. Da qui si vede come in prospettiva il metodo sia inaccettabile per attori la cui potenza \u00e8 perlomeno equivalente a quella dei \u00ab maestri \u00bb di questo gioco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per una governance mondiale garante di pace, in luogo di un metodo \u00ab internazionale \u00bb \u00e8 tempo di pensare di pi\u00f9 ad un metodo \u00ab multipolare \u00bb fondato su una pluralit\u00e0 di attori dominanti: Stati Uniti, Europa, Cina, Russia, India, Brasile, Sudafrica\u2026 Rispetto al metodo internazionale, quello multipolare accetta le differenze e le incompatibilit\u00e0 focalizzandosi sugli obiettivi comuni di coesistenza pacifica in un mondo globalizzato. Il metodo multipolare non rinchiude i propri componenti in un\u2019associazione dalle norme rigide; ma mette bens\u00ec intorno allo stesso tavolo attori indipendenti per farli confrontare sui loro rispettivi vincoli, sui rischi di accavallamento e sulla necessit\u00e0 di renderli compatibili, progetto per progetto, tema per tema. Esso si fonda sul riconoscimento della legittimit\u00e0 di tutte le agende, pur imponendo la necessit\u00e0 di trovare i mezzi per un\u2019articolazione pi\u00f9 armoniosa possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un precedente: il progetto europeo degli anni \u201850<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo metodo, in realt\u00e0, \u00e8 molto vicino a quello inaugurato dall\u2019Europa della CECA<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a> prima e delle Comunit\u00e0 europee poi all\u2019indomani della seconda guerra mondiale nella gestione del continente. Si tratta del metodo detto \u00ab comunitario \u00bb, via di mezzo tra federalismo e inter-statalismo, abbandonato nel 1992 con il trattato di Maastricht che \u00e8 passato al metodo \u00ab unionista \u00bb, molto pi\u00f9 uniformante. Di conseguenza, se nel corso della sua storia l\u2019Unione ha posseduto caratteristiche forti tali da permetterle di contribuire in modo utile alla realizzazione del metodo multipolare a livello mondiale, gli errori pi\u00f9 recenti le hanno fatto prendere un certo ritardo in questo contributo. \u00c8 tuttavia innegabile che l\u2019integrazione europea innescata negli anni \u201950 per porre fine alle guerre europee \u00e8 consistita nel gestire il carattere multipolare di un continente europeo che non avrebbe mai pi\u00f9 accettato di sottomettersi alle leggi di una o dell\u2019altra delle sue nazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La nave ammiraglia degli anni 2010: i BRICS<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I BRICS sono la manifestazione pi\u00f9 evidente di questo metodo. Se gli occidentali hanno continuato a vedere nella loro disparit\u00e0 il segno della loro perennit\u00e0, \u00e8 stato in rapporto al metodo internazionale che la perennit\u00e0 dei BRICS \u00e8 stata giudicata. In realt\u00e0, i BRICS giocano sulle complementariet\u00e0 e non sulle similarit\u00e0. Ancora una volta viene riscontrata una comunanza di obiettivi naturalmente come consolidamento di un\u2019alleanza di circostanza priva di un carattere perenne. I BRICS si sono aggregati nel 2009-2010 su un obiettivo di riforma della governance mondiale verso l\u2019ottica della multipolarit\u00e0. Si scioglieranno con l\u2019avvento di questa governance. Questo metodo presenta il vantaggio di non lasciare entrare sulla scena internazionale pesanti e onerose istituzioni divenute perfettamente inutili\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il multipolare in atto nella riorganizzazione dei paesi produttori di petrolio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ben pi\u00f9 recentemente, abbiamo assistito alla realizzazione di un nuovo riavvicinamento multipolare: quello dei paesi ritrovatisi attorno al tavolo delle riunioni dei paesi produttori di petrolio a Doha il mese scorso. Ne abbiamo parlato nell\u2019ultimo numero: russi, arabi e iraniani, in particolare, prendono l\u2019iniziativa di riunirsi al di fuori dell\u2019OPEC, di fatto non aderente e moribonda (forse allo scopo di resuscitare in tempi brevi), per appianare le loro divergenze e trovare un accordo <em>de minimis<\/em>. Secondo il pensiero internazionalista, la riunione \u00e8 stata un fallimento perch\u00e9 i partecipanti non si sono mai e poi mai messi d\u2019accordo sul tasso di produzione. In realt\u00e0, il fatto stesso che un tale incontro abbia avuto luogo \u00e8 un grandissimo successo; la riprova \u00e8 la risalita dei prezzi del petrolio, mentre l\u2019Iran aumenta a tutta velocit\u00e0 la produzione<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un Medio Oriente multitutto\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il metodo multipolare \u00e8 in atto anche, come avevamo d\u2019altronde anticipato tre anni fa<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>, nella riorganizzazione ormai in corso del Medio Oriente. I grandi poli della regione, Turchia, Iran, Arabia Saudita e Israele, di cui allora avevamo rimarcato che la loro coesistenza creava le condizioni per la resurrezione di un Medio Oriente multiconfessionale e multietnico in linea con la natura multi-millenaria della regione, attualmente seguono un duplice processo, apparentemente paradossale, di differenziazione (affermando sempre di pi\u00f9 le loro specificit\u00e0) e di avvicinamento (esprimendo sempre pi\u00f9 chiaramente il bisogno di operare insieme):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>. la Turchia<\/em>, con l\u2019esclusione simbolica del Davutoglu<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>, volta con decisione le spalle all\u2019integrazione europea dopo essersi anche allontanata dalla Russia.<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>. Si potrebbe credere che si trova ormai in un processo di tutela saudita. E questo \u00e8 niente: la Turchia \u00e8 vicina all\u2019Arabia Saudita sulla questione siriana<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>; ma \u00e8 vicina all\u2019Iran sulla questione del Kurdistan<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>; \u00e8 vicina ad Israele sulla questione energetica <a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>. Avendo tra l\u2019altro dimostrato di essere irriducibile (\u00e8 in particolare un gigante economico e militare del Medio Oriente), tutti devono contare su essa. Attualmente quindi il presidente Erdogan gioca quindi la carta della riorganizzazione della regione basata su una logica multipolare e in crescente interazione con tutti gli altri grandi attori riconosciuti in quanto tali;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>. l\u2019Arabia Saudita<\/em> fa \u00ab\u00a0coming out\u00a0\u00bb ed entra ufficiale sulla scena regionale e internazionale, in particolare con il progetto di economia post-petrolio entro il 2030<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a>, presentando sul tavolo la propria strategia. Strategia che per certi aspetti pu\u00f2 fare venire i brividi ma che ha il merito di essere presentata agli occhi di tutti e di poter quindi essere presa in considerazione e articolata alle altre strategie (sull\u2019argomento ci ritorneremo pi\u00f9 avanti);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>. l\u2019Iran <\/em>adesso \u00e8 un attore ineluttabile e centrale al Medio Oriente, imponendo inoltre strategie di sviluppo di cui viene sempre di pi\u00f9 rifiutata la legittimit\u00e0; e<em> Israele<\/em>, di fronte a tali assi di ristrutturazione, non ha altra scelta che prendere in considerazione un nuovo territorio regionale il cui impero non ha pi\u00f9 n\u00e9 confini (come negli anni \u201970 e \u201880) n\u00e9 caos come negli anni 90-2000.<\/p>\n<p>L\u2019avvicinamento strategico al grande alleato regionale degli Stati Uniti, l\u2019Arabia Saudita, degli ultimi anni, e l\u2019apertura di questo alleato strategico a tutta la regione \u00e8 sul punto di contribuire all\u2019integrazione dello Stato ebraico in un Medio Oriente multi-confessionalizzato (sciiti, sunniti, ebrei, cristiani\u2026)<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019opera nell\u2019accelerazione di queste tendenze ristrutturanti della regione si trova lo Stato islamico che, come avevamo anticipato, avrebbe rappresentato il nuovo nemico comune regionale (al posto di Israele) che avrebbe messo tutti d\u2019accordo. Innegabilmente per\u00f2 il catalizzatore di transizione \u00e8 l\u2019intervento russo in Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo elencato alcuni esempi di gestione delle relazioni internazionali sulla base del metodo multipolare di cui il Medio Oriente \u00e8 attualmente l\u2019esempio che colpisce di pi\u00f9. Altrove, il metodo fatica a imporsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>No all\u2019espansionismo europeo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019integrazione europea, la quale si \u00e8 trasformata in processo espansionista in seguito alla caduta del Muro, incapace di gestire i paesi vicini e in grado solo di tentare di integrarli, fornisce oggi un bell\u2019esempio del modello internazionalista e dei limiti da esso raggiunti. Ucraina, Turchia, Russia\u2026 avevano futuro solo nell\u2019Unione, un futuro di comunione estatica retto dai valori europei secondo il punto di vista delle istituzioni europee, vettore di livellamento economico secondo il punto di vista dei candidati. Ideologie, agende nascoste, menzogne e manipolazioni da tutte le parti si sono riversate nella folle conquista europea degli anni \u201990 e 2000. Oggi, l\u2019integrazione\/espansione \u00e8 a un punto morto mentre non \u00e8 finito niente, in modo particolare l\u2019integrazione politica del continente. E all\u2019Europa non resta che l\u2019indignazione di vedere gli ex candidati al suo interno chiedere un riconoscimento del diritto a non voler far parte della sua associazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">. naturalmente la Russia, con la quale l\u2019Europa rifiuta ufficialmente<a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a> di parlare, rinchiusa nell\u2019indignazione per una Russia che fonda una politica estera sulla legittimit\u00e0 dei propri interessi nazionali; un\u2019intransigenza che, come abbiamo gi\u00e0 detto, fa correre grandi rischi di frattura nelle zone cuscinetto come i Balcani e l\u2019Europa dell\u2019est. No, la Russia non si vuole integrare ad una Paneuropa gelosa delle sue ricchezze. Si deve per\u00f2 smettere di parlarle quando l\u2019organizzazione della zona dei Balcani costituisce un tema vitale di dialogo euro-russo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">. e adesso la Turchia, sul punto di essere ritenuta non frequentabile da quando ha deciso di negare la legittimit\u00e0 delle richieste europee, ad esempio la ratifica delle leggi antiterroriste turche in cambio della liberalizzazione dei visti<a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a>\u2026 richiesta che, in realt\u00e0, \u00e8 una pura ingerenza per un paese che ha bisogno dell\u2019Unione meno di quanto l\u2019Unione ha bisogno di lei (in particolare nella questione dei migranti). No, la Turchia non sar\u00e0 l\u2019ultima ruota del carro europea, quando \u00e8 la prima potenza economica del Medio Oriente. Ma ci sar\u00e0 una reazione, a rischio di rafforzare la tesi dello scontro delle civilt\u00e0 tra Islam e Occidente tanto cara a Huntington e altri ideologi fautori dell\u2019Armageddon<a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[22]<\/a>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">. e presto gli Stati Uniti, essi stessi in un processo di differenziazione \u00ab\u00a0zona occidentale\u00a0\u00bb, rivelato dal successo elettorale di Donald Trump, antitesi di tutti i valori promossi dall\u2019Occidente. La questione dei visti americani d\u00e0 un\u2019indicazione del degrado delle relazioni UE-USA<a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[23]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se \u00e8 naturalmente auspicabile che l\u2019Europa porti a termine l\u2019indipendenza strategica e politica del continente, l\u2019isolamento \u00e8 lo scoglio che dovr\u00e0 ormai evitare. E per questo dovr\u00e0 riconoscere la legittimit\u00e0 delle scelte politiche e strategiche dei grandi attori del pianeta, mettendo un fazzoletto bianco alla propria vocazione di giudice, il che non significa rinunciare alla vocazione in materia di valori universali. Valori che non vengono pi\u00f9 riconosciuti da tutti non sono pi\u00f9 per\u00f2 valori universali. Se l\u2019Europa riconosce questa realt\u00e0 senza vergognarsene, sar\u00e0 allora in grado di creare un grande arsenale consistente nel ripensare ad una serie, <em>de minimis<\/em>, di principi universali insuperabili nei quali si ritrovano tutti\u2026 comunque per un po\u2019 di tempo&#8230;\u00a0(<a href=\"http:\/\/geab.anticipolis.eu\/index.php?register=1&amp;lang=IT\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">per saperne di piu, GEAB 105<\/a>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Lancio dei BRICS nel giugno 2009 ad Yekaterinbourg. Fonte: <a href=\"http:\/\/en.brics2015.ru\/russia_and_brics\/20150301\/19545.html\">BRICS2015.ru<\/a><br \/>\n<a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Il titolo di questo libro riassume bene il progetto dei BRICS: \u00ab\u00a0<a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/7740328\/The_BRICS_and_Coexistence_An_Alternative_Vision_of_World_Order\">The BRICS and coexistence, an alternative vision of global order<\/a>\u00a0\u00bb, C\u00e9dric de Coning, Routledge 2014<br \/>\n<a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Come si vede, ad esempio, qui: \u00ab\u00a0I BRICS possono dare forma al G20\u00a0: Modi\u00a0\u00bb. Fonte: <a href=\"http:\/\/www.thehindu.com\/news\/narendra-modi-brics-can-give-shape-to-g20\/article7880521.ece\">The Hindu<\/a>, 15\/11\/2015<br \/>\n<a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Con il caso naturalmente della guerra in Iraq nel 2003 un terribile errore secondo Hans Blix. Fonte:\u00a0 <a href=\"http:\/\/edition.cnn.com\/2013\/03\/18\/opinion\/iraq-war-hans-blix\/\">CNN<\/a>, 19\/03\/2013<br \/>\n<a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Un caos reso visibile dall\u2019intervento in Libia. Fonte: <a href=\"http:\/\/www.dw.com\/en\/european-divisions-on-libya-hold-up-us-nato-leadership-decisions\/a-14938411\">Deutsche Welle<\/a>, 23\/03\/2011<br \/>\n<a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> In particolare quando hanno lasciato fallire il ciclo di Doha. Fonte:\u00a0 <a href=\"http:\/\/deltafarmpress.com\/doha-round-negotiations-collapse-us-eu-blame-each-other\">Delta Farm Press<\/a>, 24\/07\/2006<br \/>\n<a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> O banca di sviluppo dei BRICS. Fonte:\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.hindustantimes.com\/business\/canara-bank-gets-first-loan-from-brics-bank-for-renewable-energy\/story-XEoPChUECSfjLpKzkDeO3M.html\">Hindustan Times<\/a>, 17\/04\/2016<br \/>\n<a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> O banca asiatica di sviluppo destinata a finanziare il progetto della Via della Seta della Cina. Fonte:\u00a0 <a href=\"https:\/\/next.ft.com\/content\/5ea61666-1e24-11e5-aa5a-398b2169cf79\">Financial Times<\/a>, 29\/06\/2015<br \/>\n<a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> One Belt, One Road, ovvero il progetto della Via della Seta della Cina. Fonte:\u00a0 <a href=\"http:\/\/en.xinfinance.com\/html\/OBAOR\/\">Xinhua Finance Agency<br \/>\n<\/a><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> CECA inaugurata durante il Trattato di Parigi nel 1951. Fonte: <a href=\"http:\/\/www.touteleurope.eu\/l-union-europeenne\/les-traites\/synthese\/le-traite-de-paris-1951.html\">Toute l\u2019Europe<\/a>, 26\/08\/2008<br \/>\n<a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> D\u2019altronde, l\u2019Iran giudica questa riunione una tappa importante. Fonte: <a href=\"http:\/\/www.cnbc.com\/2016\/04\/23\/iran-finds-doha-meeting-despite-failure-a-positive-step.html\">CNBC<\/a>, 23\/04\/2016<br \/>\n<a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Articolo \u00ab\u00a0Medio Oriente:\u00a0alla fine apparirebbe una luce alla fine del tunnel? \u00bb, GEAB N\u00b092. Fonte: <a href=\"https:\/\/geab.eu\/\/\">GEAB<\/a>, 15\/02\/2013<br \/>\n<a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Il Primo Ministro Ahmet Davutoglu, volto pro-europeo del governo turco, ha dato le dimissioni. Fonte: <a href=\"http:\/\/blogs.lse.ac.uk\/europpblog\/2016\/05\/10\/turkeys-relations-with-europe-are-in-flux-following-ahmet-davutoglus-resignation\/\">LSE<\/a>, 10\/05\/2016<br \/>\n<a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Quando la Turchia ha abbattuto l\u2019aereo russo. Fonte: <a href=\"http:\/\/edition.cnn.com\/2015\/11\/24\/middleeast\/warplane-crashes-near-syria-turkey-border\/\">CNN<\/a>, 25\/11\/2015<br \/>\n<a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> L&#8217;11 aprile la Turchia accoglie il re Salman. Fonte: H\u00fcrriyet: <a href=\"http:\/\/www.hurriyetdailynews.com\/turkish-saudi-leaders-discuss-syria-terror-on-king-salmans-visit.aspx?PageID=238&amp;NID=97695&amp;NewsCatID=510\">H\u00fcrriyet<\/a>, 12\/04\/2016<br \/>\n<a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> Il 16 aprile Erdogan incontra Rohani. Fonte: <a href=\"http:\/\/www.hurriyetdailynews.com\/Default.aspx?PageID=238&amp;NID=97897&amp;NewsCatID=510\">H\u00fcrriyet<\/a>, 16\/04\/2016<br \/>\n<a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> Il gas e la Siria avvicinano la Turchia di Israele. Fonte: <a href=\"http:\/\/www.timesofisrael.com\/how-syria-and-natural-gas-are-pushing-israel-and-turkey-back-together\/\">Times of Israel<\/a>, 17\/02\/2016<br \/>\n<a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> Saudi Vision 2030. Fonte: <a href=\"http:\/\/www.arabnews.com\/category\/tags\/saudi-vision-2030\">Arab News<br \/>\n<\/a><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> Articolo molto interessante sulle sfide della trasformazione dello scenario geopolitico di Israele. Fonte: <a href=\"http:\/\/www.valuewalk.com\/2016\/05\/israel-threats-iran-isis\/\">Value Walk<\/a>, 12\/05\/2016<br \/>\n<a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a>\u00a0 Lee sanzioni ufficiali, infatti, vengono sempre pi\u00f9 criticate dalle istanze democratiche, come l\u2019Assemblea Nazionale francese, la quale ha votato per l\u2019abolizione delle sanzioni contro la Russia lo scorso 28 aprile. Fonte: <a href=\"http:\/\/www.lemonde.fr\/politique\/article\/2016\/04\/28\/l-assemblee-vote-une-resolution-en-faveur-de-la-levee-de-l-embargo-russe_4910390_823448.html\">Le Monde<\/a>, 28\/04\/2016<br \/>\n<a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a> Fonte: <a href=\"http:\/\/www.theguardian.com\/world\/2016\/may\/06\/erdogan-turkey-not-alter-anti-terror-laws-visa-free-travel-eu\">The Guardian<\/a>, 06\/05\/2016<br \/>\n<a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a> Fonte: <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Clash_of_Civilizations\">Wikipedia<br \/>\n<\/a><a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a> Dove il Parlamento Europeo chiede la momentanea reintroduzione dei visti per gli americani e i canadesi che vengono in Europa, in ritorsione delle richieste di visti imposti dagli Stati Uniti e dal Canada ad alcune nazionalit\u00e0 dell\u2019Unione. Fonte: <a href=\"http:\/\/www.politico.eu\/article\/meps-demand-eu-action-on-visa-waivers-for-americans-canadians\/\">Politico<\/a>, 20\/04\/2016<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fin dalla fondazione del GEAB nel 2006, il nostro team pone al centro della crisi sistemica globale l\u2019ascesa del mondo multipolare. Gli effetti del processo di relativizzazione della potenza americana hanno rappresentato i primi segni visibili di una vasta riconfigurazione globale. 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