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La crisi sistemica globale – L’Importante Riconfigurazione Geopolitica Globale

Lo scorso mese, il nostro team ha anticipato che la crisi Ucraina avrebbe provocato le condizioni per un colpo (1). Per via della mancanza di spazio è perché questo colpo è molto più evidente nel resto del mondo, abbiamo cercato di identificare i motivi per questo colpo solo da una prospettiva Europea. Ma questo mese daremo un occhiata più da vicino alle conseguenze dell’accelerazione fenomenale di tutte le tendenze strutturali del “mondo di dopo (2)” che sono state all’opera per lungo tempo.

Dopo quasi 6 anni di bloccaggio dello sviluppo normale della transizione sistemica, un bloccaggio causato da un flusso di dollari che ha condotto ad una rinnovata dipendenza dal Dollaro USA, la storia sta, adesso, riprendendo il suo corso. Non è come se, durante questi sei anni, non fosse successo niente. Da una parte, gli USA hanno sbagliato nel rilanciare la loro economia (un processo reso, adesso, visibile dalla crescita USA del -1% US resa pubblica alla fine di Maggio (3) e, per gli Americani, la situazione attuale è solo peggiorata (debito privato (4), pensioni (5), città (6),…); e, dall’altra parte, le nazioni in via di sviluppo hanno utilizzato – e contribuito a creare – questa “pausa” per prepararsi per gli ultimi e, inevitabilmente, dolorosi stadi di completamento della crisi alla quale ci stiamo avvicinando.

La crisi Ucraina e l’aggressione caratteristica contro gli interessi legittimi di uno dei più importanti giocatori nel mondo multipolare in sviluppo, la Russia, tanto anche quanto la tentata annessione dell’Europa da parte degli USA (7), hanno fischiato la fine della partita. Quindi, l’intero mondo ha realizzato il fatto che gli USA sono alla loro ultima porzione, d’ora in poi pericolosa, è che è diventato urgente muoversi.

Inoltre, alcuni non hanno più una scelta, ad iniziare con i Russi che sono forzati (8) a mettere le fondazioni per una vasta riconfigurazione geopolitica firmando il famoso accordo per la fornitura del gas con la Cina (9), questa nuova rotta per la fornitura energetica che cambia tutto e sulla quale ritorneremo più tardi.

Esamineremo i conducenti e le caratteristiche di questa riconfigurazione maggiore su queste tre regioni: L’Asia, il Medio Oriente e l’Europa e, in fine, proporremo strade per riflettere sul bisogno di pensare alle relazioni interregionali del domani.

[…]
ASIA – COSA CAMBIA L’ACCORDO PER IL GAS TRA LA RUSSIA E LA CINA

Ma, per adesso, diamo un occhiata più da vicino alle consequenze dell’accordo Russo-Cinese per il gas.

In red: major gas pipelines under construction. Blue and green dots: projected pipelines. Green line: existing gas pipelines. Source : Gazprom/RT.

In rosso: i più importanti gasdotti in costruzione. Punti blu e verdi: gasdotti progettati. Linea verde: gasdotti esistenti. Fonte : Gazprom/RT.

Prima di tutto, questo accordo, che include l’inizio di un gasdotto a partire dal 2018, rende estremamente competitivo il gas Russo attraverso tutta l’Asia che, fino ad adesso, è dipesa dalle forniture marittime di gas liquido (LNG), il cui costo di trasporto porta i prezzi a salire. Quindi, non è sorprendente che, d’ora in poi, il Giappone ignorerà le reticenze diplomatiche e si riavvicinerà ai Russi e ai Cinesi nella speranza di ottenere una piccola estensione del gasdotto fino al suo territorio (10).

Sin da Fukushima e dalla chiusura di tutti i suoi reattori nucleari, il Giappone ha visto la sua bilancia commerciale cadere in rosso per via degli importi energetici. Ovviamente, un gas più economico sarebbe il benvenuto (11).

Per tutta l’Asia, l’arrivo di un gasdotto diretto Russo-Cinese permette di negoziare in ribasso i prezzi con gli altri fornitori (Canada, Qatar). Ma con l’indicizzazione delle risorse di gas naturale a quelle del greggio, le due sole possibilità per creare spazio di manovra sono riducendo i costi di trasporto o l’apporto dello scisto. Sul primo punto, le riduzioni possibili probabilmente non saranno abbastanza per diminuire i prezzi del gas Russo senza mettere in crisi l’intero settore (12) ; per quanto riguarda il secondo punto, primo, il miraggio dello scisto è iniziato a svanire (13)e, secondo, è esportabile solo nell’ambito del quadro di lavoro di un contratto commerciale(14).

Questi ultimi due punti spiegano l’iperattività vista nella Columbia Britannica da un po’ di tempo: l’accelerazione delle trivellazioni in cerca di scisto e la programmazione di 10 terminali LNG (15), in conoscenza del fatto che, sin dal Marzo 2012, il Canada ha negoziato un accordo di libero commercio con il Giappone (16) che sembrava fosse stato concluso lo scorso Marzo, come quello appena firmato con la Corea del Sud (solo per caso) (17).

Ma,  de facto, poiche il Giappone si sta trascinando i suoi tacchi firmando il TTIP con gli USA (18) sembra che dei granelli di sabbia si siano infilati nei negoziati Giapponeso-Canadesi. Il fatto è che, nonostante tutti gli sforzi dei Canadesi di superare il gasdotto Russo-Cinese, la compagnia petrolifera più rapida (Petronas) non sarà pronta ad alimentare il Giappone prima del 2019, un anno dopo i Russi.

Différence entre les prix du gaz japonais et américain, 2003-2013. Source : GLG

La differenza tra i prezzi del gas nel Giappone e negli USA, tra il 2003-2013. Fonte : GLG

Un altra conseguenza sarà che l’alleanza strategica del Canada con la Cina, la cui energia enorme lascia spazio ad altri fornitori sulla base dei prezzi competitivi. Perché, in ogni caso, la Cina e le nazioni in via di sviluppo hanno appena vinto una battaglia importante nella guerra dei prezzi del gas. I prezzi percepiti in Europa e negli USA non hanno niente in comune con quelli percepiti nelle nazioni in via di sviluppo (per esempio il Qatar vende il LNG a $3 agli USA e a $12 all’India (19).

In realtà, le nazioni in via di sviluppo stanno, probabilmente, pagando per l’energia Occidentale e la pressione che possono, adesso, esercitare sui fornitori sono notizie cattive per i prezzi energetici Occidentali.

Come vediamo, l’affare del gas Russo-Cinese serve come razionamento per il riallineamento regionale. La disputa Sino-Giapponese troverà terra comune per le risoluzioni grazie a questa manna di buon valore, irresistibile per tutti i giocatori nella regione. Quindi, il gasdotto attualmente serve come l’integrazione regionale di un’Asia più grande, concentrata intorno a tre zone più importanti: La Russia, l’India e la Cina, la cui combinazione delle somme positive ha lasciato scettici gli esperti un anno fa.

L’India, tramite la sua reazione all’arresto di un diplomatico Indiano e la sua perquisizione corporale a Washington da parte delle autorità USA (20), ha già marcato la sua emancipazione dalla protezione degli USA e da quella Occidentale. E l’elezione di Narendra Modi come Primo Ministro ha appena sigillato la fine dell’era Anglo-Sassone dell’India e il paese sta bravamente entrando nell’era Asiatica (21). La caratteristica principale della politica estera di Modi è mettere l’India su un piedistallo uguale con gli altri poteri principali della Cina, della Russia e degli USA e sta trasformando l’India in un potere regionale (22).

È vero che, con una popolazione di 1.3 miliardi e una crescita del quasi 5%, l’India ha ragione a voler essere nominata nel concerto con i tre poteri principali. Per quanto riguarda l’energia, il suo presente (al terzo posto tra gli importatori di greggio dopo gli USA e la Cina) e i futuri bisogni energetici sono giganteschi e la priorità di Modi e l’indipendenza energetica alla quale egli sta puntando nella creazione di investimenti importanti nell’energia solare (23). Tuttavia, il gasdotto Russo interessa, certamente, quindi la Russia sta, attualmente, preparando un affare con l’India per fornire il suo gas sulla via per la Cina (24). Inoltre, le buone relazioni tra Modi e Abe, per via della loro prossimità ideologica (nazionalista), sono un nuovo obiettivo che può far ravvicinare il Giappone alle dinamiche Asiatiche.

Come abbiamo visto nell’articolo citato nella nota a fondo pagina anteriore, la Corea del Sud ed il Giappone sono i prossimi sulla lista degli affari nel campo del gas della Russia, due paesi che non sono neutrali nel ragionamento strategico del “Pivot Asiatico” degli USA (25), pivot che rischiano di perdere una gran parte della loro motivazione opponendo si alla Cina nella creazione di tali link trans-Atlantici tanto stretti intorno alla manna del gas Russo.

Per quanto riguarda la Corea del Sud, si tratta di una tattica intelligente. Non sarà connesso al gasdotto “Strada della Seta” (che attraversa India e Cina) ma ad un gasdotto che attraversa la Corea del Nord iniziando dalle riserve di gas Russe nelle Isole Sakhalin. Combinato con un progetto ferroviario che segue una via simile, che aprirà la Corea del Nord e stenderà la fondazione per una riunificazione delle due Coree dal Nord e non dal Sud, seguendo un ragionamento Asiatico, piuttosto che Occidentale.

In questa nuova configurazione, le ultime pedine della strategia Statunitense di Pivotaggio Asiatico, come le Filippine o il Vietnam, non ritarderanno nel sostenere questo restringimento, finalmente rispettabile, di una più larga regione multipolare Asiatica ed il solo garante dell’indipendenza (in ogni caso non più sotto la tutela degli USA) per i suoi membri piccoli e di dimensioni medie che avranno ogni interesse nel seguire le loro alleanze sub-regionali per garantire il mantenimento della loro sovranità anche più di prima al cuore di questa super-entità ancora da organizzare.

Per quanto riguarda il Vietnam, sembra che si trovi attualmente sul lato “pro Occidentale” della linea di frattura che la strategia di pivotaggio Statunitense sta cercando di stabilire tra paesi Asiatici pro-Occidentali e pro-Cinesi per via di una disputa marittima sulle Isole Paracel (26). È certo che tutte queste dispute territoriali marittime (27) devono essere risolte; ma perché questo sia raggiungibile, deve essere fatto in un senso regionale. Nel frattempo, non possiamo liberarci dell’idea che la memoria principale dei Vietnamiti per quanto riguarda gli Americani sia un’inondazione di napalm. In contrasto a questo, diventa interessante notare che gli ambasciatori Vietnamiti all’UE e al Belgio parlano il Russo! E, culturalmente, i Vietnamiti continuano ad essere più vicini ai Cinesi che agli Americani…Fratelli nemici, certo, ma da quanto tempo la Cina si è comportata come un potere regionale pacifico ed economicamente attraente?

Per quanto riguarda le Filippine, abbiamo recentemente imparato che hanno firmato un accordo di protezione militare con gli USA (28). Quando viste da più vicino, in realtà, non permettono che nessuna base militare sia ristabilita sul loro territorio per via del fatto che questo è, semplicemente, anticostituzionale (29). Gli USA quindi, avranno l’opzione di utilizzare le basi delle Filippine se il paese è aggredito e allo scopo di istruire il personale militare Filippino e, in ogni caso, su richiesta specifica del governo (30). Inoltre, gli USA hanno ottenuto questo leggero vantaggio in cambio dell’aiuto per portare a termine la rivolta dei Moros. I rinforzi militari Filippini che stabilizzano il paese….è come se fossero i Filippini che utilizzano gli USA e non vice-versa?

Tre giga-poteri nel cuore di un Asia più grande, due poteri pro-Occidentali che stanno cadendo nella categoria dei poteri Asiatici di dimensioni piccole e medie organizzati in sub-regioni, tutti alimentati dal gas russo… L’integrazione Asiatica è stata lanciata, adesso, a piena velocità.

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Note:

(1) GEAB N°85 del15 Marzo 2014.
(2) In riferimento alla frase di Franck Biancheri nel suo libro« La Crisi Mondiale-Il Sentiero per il Mondo di Dopo », Éditions Anticipolis, 2009.
(3) Fonte : Wall Street Journal, 29/05/2014.
(4) Fonte : CNBC, 05/06/2014.
(5) Fonte : Centre Daily, 14/06/2014.
(6) Fonte : Reuters, 06/05/2014.
(7) Vedere le nostre analisi pubblicate nei ultimi tre numeri di GEAB (Nr. 83,84,85).
(8) Certo, essi saranno, forse, i vincitori in questo cambiamento; tuttavia, sono le tensioni che stanno nascendo con l’Occidente che gli hanno portati a finalizzare un accordo che si trovava in trattative per lungo tempo, accettando i prezzi imposti dai Cinesi.
(9) Fonte : New York Times, 21/05/2014.
(10) Fonte : Reuters, 06/07/2014.
(11) Fonte : Financial Post, 21/05/2014.
(12) Fonte : The Australian, 11/06/2014.
(13) Fonte : The Guardian, 22/05/2014.
(14) Fonte : Office of Fossil Energy. Inoltre, sottoponiamo questa strategia di fracking del TTIP al giudizio dei nostri lettori.       È chiarificante. Fonte : Natural Gas Europe, 25/07/2013.
(15) Fonte : Yahoo Finance, 12/06/2014.
(16) Fonte : Prime Minister of Canada,  25/03/2014.
(17)  Fonte : MaPresse, 12/03/2014.
(18) Fonte : Japan Times, 22/04/2014.
(19) Fonte : DNAIndia, 03/06/2014.
(20) Fonte : CNN, 10/01/2014.
(21) Sources : One India, 29/05/2014 ; The Hindu, 01/06/2014.
(22) Fonte : Huffington Post, 30/05/2014.
(23) Fonte : Business Green, 22/05/2014.
(24) Fonte : IBTimes, 19/05/2014.
(25) Fonte : Wikipedia.
(26) Fonte : The Free Press, 06/06/2014.
(27) Giappone, Corea, Vietnam….
(28) Fonte : FoxNews, 27/04/2014.
(29) I Filippini si sono riusciti a liberarsi della presenza militare Statunitense dopo il collasso dell’Impero Sovietico, ma non perché essa sia ristabilita adesso che non ci son0 pericoli seri. E l’Europa dovrebbe domandarsi come è riuscito, un piccolo paese come le Filippine, ad ottenere qualcosa che essa non ha riuscito: riottenere il controllo militare del suo territorio….
(30) Fonte : Rappler, 10/05/2014.

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