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Le incerte prospettive della nuova diplomazia americana

(estratto dal GEAB 152 / febbraio 2021)

Abbiamo spesso anticipato che Joe potrebbe essere peggio[1] di Donald Trump in materia di relazioni estere. Non ha contribuito ad alzare i toni contro la Cina nell’ultimo anno di campagna elettorale[2]? Il mese scorso abbiamo però preferito riservare le nostre convinzioni su questo punto, preferendo attendere qualche settimana per vedere di cosa era veramente capace il nuovo presidente. Non siamo rimasti delusi: i discorsi sono super-aggressivi verso la Cina[3] e la Russia[4]; le belle dichiarazioni sul multilateralismo[5] e le sfide globali si sono già trasformate in riaffermazione della leadership americana nel mondo; il termine «alleato» viene continuamente pronunciato come se fossimo già in guerra[6]; …

Il problema è che il mondo è cambiato nel giro di un anno: alla fine la Cina è diventata una potenza globale imprescindibile (la popolazione ha in particolare finito per trasformarsi in un irresistibile mercato di consumatori invece della massa di operai a basso costo che era fino a dieci anni fa)[7], l’Europa si è fortemente riposizionata[8], il Medio Oriente ha avviato la propria integrazione regionale[9] (anziché sprofondare nella guerra che gli «esperti» ci hanno promesso in caso di ritiro delle truppe USA) su iniziativa della Cina, la zona commerciale RCEP raggruppa l’ASEAN e ogni genere di «alleato» americano (perfino l’Australiano del primo ministro anticinese Morrison ha firmato[10]) nella più vasta di libero scambio del mondo[11], ecc.

Ma il cambiamento più impressionante in materia di immagine degli Stati Uniti riguarda l’opinione pubblica[12] e sull’impossibile ritorno alla norma in materia di leadership americano gli articoli abbondano[13].

Come conta Biden di imporre la propria visione a tutto questo mondo? Putine e Xi Jinping[14] sembrano esserne preoccupati, avvertendo che le sfide di riorganizzazione del mondo sono importanti e necessitano della buona volontà di tutti al di là delle inevitabili differenze. Probabilmente hanno una buona ragione per essere preoccupati: gli Stati Uniti rappresentano tuttora una considerevole potenza di disturbo. Possono continuare a infastidire la Cina con i suoi paesi vicini al punto da obbligarla a reagire, il che permetterebbe loro, come con la Russia sei anni fa, di renderla fuorilegge e costringere tutti a smettere di collaborare con essa.

C’è però una bella differenza tra isolarsi dalla Russia sei anni fa e isolarsi dalle dinamiche economiche cinesi oggi…

A titolo di esempio, nel caso Nvidia-Arm, la Big Tech, il Regno Unito, l’UE e la Cina hanno tutti l’interesse a bloccare l’acquisto del britannico da parte dell’americano. Perché? Perché nessuno vuole che le componenti di Arm (che si trovano in tutti gli apparecchi elettronici fabbricati nel mondo) cadano attraverso Nvidia sotto i colpi delle sanzioni americane che proibiscono di lavorare con le società cinesi[15].

In un tale contesto, nei prossimi mesi il tono di Biden dovrebbe abbassarsi. Dopotutto, forse seguirà il movimento contrario rispetto a quello di Trump, passando da aggressivo a costruttivo…leggi di piu

________________________

[1]      Ricordiamo ora più che mai la nostra analisi generale riguardo la politica estera di Trump: egli è l’unico dopo Reagan a non avere diretto lo scoppio di nessuna guerra, ha contribuito al destino del Medio Oriente, si è disinteressato delle sorti dell’Europa partendo dal principio che eravamo abbastanza grandi per occuparci da soli di noi stesso, non è riuscito ad abolire il blocco nord-coreano… è qui che per lui le cose si sono fatte complicate.

[2]      «Nell’attaccare la Cina a volte Biden si è spinto fin troppo oltre rispetto al presidente uscente». Fonte: Reuters, 07/11/2020

[3]      Fonte: Financial Review, 11/02/2021

[4]      Fonte: Military.com, 05/02/2021

[5]      Fonte: CNBC, 14/12/2020

[6]      Fonte: CBC, 04/02/2021

[7]      Strategia di lunga data ripresa dal nostro team. Fonte: SouthChinaMorningPost, 12/08/2020

[8]      Questo genere di articolo non sarebbe stato possibile fino a un anno fa; ve ne consigliamo caldamente la lettura. Fonte: Der Spiegel, 04/02/2021

[9]      Fonte: TradeVistas, 29/10/2020

[10]     Fonte: Financial Review, 15/11/2020

[11]     È interessante leggere questo avviso giapponese sulla guerra commerciale USA-Cina. Fonte: JapanTimes, 18/01/2021

[12]     Si vedano i risultati dei sondaggi nell’UE (fonte: ECFR, 19/01/2021), nel mondo (fonte: PewResearch, 15/09/2020), nel mondo arabo (fonte: Arab Barometer, 12/01/2021), …

[13]     Fonti: Reuters, 19/01/2021; USNews, 20/01/2021; TheGuardian, 31/01/2021; ecc.

[14]     Fonti: Euractiv, 25/01/2021 (Cina); IrishTimes, 27/01/2021

[15]     Fonte: The Verge, 12/02/2021

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