Home Blog Segnale debole: incidente di percorso per gli autobus elettrici in Germania

Segnale debole: incidente di percorso per gli autobus elettrici in Germania

Una serie di incidenti[1] ha bloccato la transizione energetica dei trasporti pubblici tedeschi e la strategia di sviluppo degli autobus elettrici. Da alcuni mesi, gli incendi sono stati verosimilmente scatenati dal surriscaldamento di batterie durante la ricarica[2]. Questi incidenti hanno costretto alcuni comuni a ritirare questi veicoli[3] prima di rimetterli in servizio[4]. I rischi di incendi di questo tipo[5] sono ben noti alle autorità di sicurezza[6], ma la rapidità di sviluppo affiancata alla novità di questa tecnologia li hanno resi particolarmente delicati da gestire.

Ritorno alla (complessa) realtà

Questa situazione la interpretiamo come un segnale debole del ritorno alla realtà che descriviamo da alcuni mesi nelle nostre pubblicazioni, più recentemente nel numero 160 «L’Occidente si è sbagliato sul futuro?». Un segnale debole rivelatore delle scelte sbagliate fatte in passato e della complessità della realtà che rendono paesi come la Germania vulnerabili per diversi aspetti alla transizione energetica, perlopiù sottovalutati:

Questa transizione non può svolgersi in modo lineare, ma comporta rischi che inevitabilmente si materializzeranno. Che siano dovuti ad elementi interni e possibili da anticipare (come in questo caso) o che rivelino elementi esterni molto più difficili da gestire (catastrofe naturale, conflitti internazionali).

Tali rischi impongono più scelte, se si vuole dare prova di un minimo di resilienza. Gli europei potrebbero pagare caro il fatto di avere messo da parte le ricerche relative ai motori a idrogeno negli anni ’90. Una soluzione unica, ancor meno un miracolo, non può essere soddisfacente, eppure oggi la prospettiva del tutto-elettrico è predominante nella transizione energetica nel settore dei trasporti. Una dinamica che sarà molto complicata da ribaltare, se si considera la fine del denaro gratis e la crisi dei finanziamenti che si profilano all’orizzonte. E c’è anche da tenere conto delle turbolenze internazionali che complicano l’accesso ad energie fossili dal punto di vista europeo, con la Russia come principale fornitore, in particolare nel caso della Germania. Il paese si ritrova quindi nella difficoltà di gestire gli approvvigionamenti e a fare altre scelte anziché continuare a favorire l’elettrico, se possibile a prezzi ragionevoli.

Un nuovo volto della decrescita?

Quest’ultimo punto ci porta all’implacabile logica dell’efficienza, difficile da prendere seriamente in considerazione nel sistema di consumo e di produzione. Eppure è sempre più difficile ignorarla perché sta cominciando a imporsi con forza. In questa situazione, la riduzione registrata della forza lavoro della flotta di trasporto in comune sarà solo temporanea poiché verrà rapidamente seguita da nuovi ordini. La tendenza potrebbe però proseguire a favore di questo tipo di imprevisti, di catastrofi, di penurie, di conflitti o di inflazioni nel settore. In un prossimo futuro, il settore più minacciato è quello dell’energia, innanzitutto a causa dell’inflazione e adesso anche della situazione geopolitica. Quando la riduzione del consumo di energia si farà sentire, le autorità faranno sicuramente tutto il possibile affinché venga applicata dapprima ai privati, per preservare l’industria.

Si profila un nuovo volto della decrescita non più ideologico, e quindi unicamente da un punto di vista privilegiato ed essenzialmente occidentale, ma imposto da una realtà materiale.

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[1] Fonte: Expaturm, 21/10/2021

[2] Fonte: AP7AM, 22/02/2022

[3] Fonte: Trends der Zukunft, 21/10/2021

[4] Fonte: Suddeutsche Zeitung, 25/10/2021

[5] Fonte: Quartz, 21/02/2022

[6] Fonte: Auto Daily, 21/02/2022

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