Le vostre informazioni del futuro
ANTICIPAZIONE
L’adozione ultrarapida delle intelligenze artificiali generative costituisce il più grande salto antropologico dal Neolitico. L’errore fondamentale degli analisti contemporanei è quello di trattare l’IA come un semplice strumento di automazione delle attività. In realtà, l’IA automatizza per la prima volta i processi cognitivi superiori (sintesi, logica, formulazione, creazione).
Il nostro team formula qui una previsione di grande portata, quella dell’ingresso nell’era della moltiplicazione dei reali.
Vediamo il cervello umano, sottoposto a questo regime tecnologico, mentre modifica la propria struttura e plasticità, un fenomeno che non si tradurrà in un calo lineare dell’intelligenza, ma in una riconfigurazione biologica globale che frammenta il reale in tre strati distinti: un reale oggettivo relativizzato, un reale meccanico automatizzato e un reale psicologico reincantato dal ritorno del pensiero magico. Questa mutazione sinaptica porta in sé i germi di una stratificazione cognitiva inedita della società, le cui conseguenze geopolitiche e democratiche ridefiniranno il concetto stesso di sovranità umana.
Dalla memoria omerica all’iperspecializzazione sensoriale
Per comprendere la plasticità cerebrale all’opera, è indispensabile una digressione nel V secolo a.C. Nel Fedro di Platone[1], Socrate si opponeva violentemente all’invenzione della scrittura alfabetica, affermando che avrebbe introdotto l’oblio nelle anime e avrebbe procurato solo una «apparenza di scienza».
EDITORIALE Tra gli impatti multidirezionali dell’IA sulle nostre società, ci sono ovviamente quelli legati al nostro modo di pensare. I nostri cervelli «beneficiano» ormai di stampelle che ne modificano rapidamente [...]
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