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La crisi esistenziale dell’IA: limiti, leggi e l’essere umano

INTERVIEW

Dopo 30 anni trascorsi nel settore tecnologico, e più recentemente nella Blockchain, Federico d’Annunzio, aristocratico e imprenditore italiano, IV principe di Montenevoso e discendente di Gabriele d’Annunzio, ha la fortuna di poter guardare da entrambi i lati dello specchio dell’IA. Egli ne vede quindi sia le opportunità che essa offre, sia le minacce e le fragilità per l’umanità. I pericoli principali, a suo avviso, sarebbero l’abbandono cognitivo (rischio esistenziale per l’umanità) e la mutevolezza dei dati. Sono argomenti abbastanza forti da diventare un luddista?[1] Certamente no, perché la tecnologia sviluppa i propri anticorpi, e la blockchain ne è già uno. Per vederne altri, è necessaria una legislazione degna di questo nome, e in fretta. In questo senso, è in corso un manifesto legislativo intitolato European Digital Humanism (EDHU), su iniziativa di Federico Marcello d’Annunzio, annunciato in anteprima in questo bollettino. Questo articolo riprende i punti salienti di un’intervista concessa in esclusiva da Sua Eccellenza ad Anticipolis.

Federico Marcello d’Annunzio, CEO Traent


BabylonIA è qui per restare!

Dal Codice di Hammurabi ad oggi, l’IA fa in realtà parte dei grandi sogni dell’essere umano, che ha sempre intuito questa possibilità e l’ha costruita progressivamente nel corso del tempo. Nel mio libro Habeas Corpus[2], ripercorro tra l’altro tutta la storia della fantascienza (un ambito in cui, cosa molto interessante, le donne hanno spesso dato prova di maggiore immaginazione e audacia prospettica rispetto agli uomini) e presento l’IA soprattutto come una proiezione del desiderio umano di raggiungere una forma di assoluto. In questo senso, essa assume quasi una dimensione religiosa, quella di una conoscenza universale accessibile a tutti. È ciò che potremmo chiamare BabylonIA.

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Sommario

EDITORIALE Tra gli impatti multidirezionali dell’IA sulle nostre società, ci sono ovviamente quelli legati al nostro modo di pensare. I nostri cervelli «beneficiano» ormai di stampelle che ne modificano rapidamente [...]

ANTICIPAZIONE L’adozione ultrarapida delle intelligenze artificiali generative costituisce il più grande salto antropologico dal Neolitico. L’errore fondamentale degli analisti contemporanei è quello di trattare l’IA come un semplice strumento di [...]

TENDENZA Laetitia Hoquetis-Sheppard è Digital Transformation&AI Lead presso il Baltic Defence College (BALTDEFCOL/NATO), in Estonia. Ha 13 anni di esperienza nelle scienze comportamentali, nell'analisi dei dati e nella consulenza sulla [...]

ANALISI Mihai Nadin è professore emerito dell’Università Ashbel Smith, Università del Texas a Dallas. La sua carriera spazia dall’ingegneria alla matematica, passando per la tecnologia digitale, la filosofia, la semiotica, [...]

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