Le vostre informazioni del futuro
METODO
Negli ultimi anni, le narrazioni relative a conflitti di ogni tipo hanno mostrato un formidabile ritorno di ciò che in passato veniva chiamato agit-prop (dal lato sovietico) o psy-ops (dal lato statunitense). Se questi tentativi di manipolazione dell’opinione pubblica continuano ad essere opera delle agenzie di intelligence, sono diventati anche tecniche utilizzate dalle agenzie di comunicazione, in particolare quelle politiche, e intervengono ormai anche nel cuore dei processi elettorali democratici. Appare quindi essenziale aiutare i lettori del GEAB a decifrare questi metodi e strumenti di manipolazione che tentano di impedire qualsiasi previsione politica lucida, trasformando artificialmente la percezione della realtà che ha il cittadino, l’attore o l’operatore.
Il controllo della narrazione o «C’era una volta…»
Fondamentalmente, il tentativo di prendere il controllo della «narrazione» consiste nel raccontare una storia («storytelling», come la chiamano i pubblicitari anglosassoni) affinché sostituisca ciò che la persona (o la collettività) percepisce della realtà. In un certo senso, e su punti ben precisi (minacce esterne, rischi di aggressione, campagne elettorali…), ciò equivale a immergere l’individuo o il gruppo in una «realtà virtuale» che gli fa perdere il contatto con il mondo reale in cui vive. Questa «immersione» viene ovviamente effettuata all’insaputa delle persone coinvolte. Va ben oltre il ricorso ai famosi «spin doctor», quegli specialisti del «colpo mediatico» o della manipolazione di eventi nazionali, poiché si inscrive sempre nel lungo periodo, a volte anche nel lunghissimo periodo (diversi anni), e può superare i confini di un singolo paese per tentare di influenzare l’opinione pubblica mondiale.
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