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Il numero mensile del Laboratorio europeo di Anticipazione Politica (LEAP) - 15 Mag 2024

Editoriale – E se il denaro sparisse?

È un’intuizione che vi è almeno passata per la testa, o che avete anche menzionato ad alta voce, visto che lo usate sempre meno, a favore della carta di credito o del telefono quando è il momento di pagare. Ma ci avete mai pensato? Il nostro team ha deciso di farlo, ponendo una semplice domanda: e se il denaro sparisse… per sempre? Va da sé che ci riferiamo al denaro contante. Le nostre società sono ben lontane dal fare a meno del denaro come concetto, come valore di scambio, come rifugio sicuro, come riserva di valore.

Dobbiamo renderci conto di cosa significherebbe una totale obsolescenza di banconote e monete. Per chiunque viva in un’economia stabile con una moneta affidabile, il livello di fiducia raggiunto nell’uso del denaro è assolutamente puro. Un pezzo di carta intriso di inchiostro può suggellare un contratto, un accordo tra due persone che non si sono mai incontrate e che probabilmente non si vedranno mai nella loro vita. Semplicemente perché entrambi, e tutti gli altri con loro, hanno deciso collettivamente di assegnargli un valore, in origine puramente arbitrario. E la cartamoneta può essere un simbolo culturale, un senso di appartenenza, una quasi totale assenza di intermediari (con l’eccezione della banca centrale invisibile e della banca al dettaglio che scompare una volta che vi ha dato la banconota), e in questo modo la banconota stabilisce i protagonisti dello scambio su un piano di parità, indipendentemente dalla provenienza della banconota (nel bene e nel male), da chi l’ha tenuta prima di voi o da chi la terrà dopo.

Paradossalmente, l’uso del denaro dematerializzato, o addirittura digitale, rimette al centro gli intermediari: la carta di credito mostra la banca che avete utilizzato, così come il colore che vi ha assegnato (blu, oro, nero…) e ciò che questo implica sulla vostra appartenenza sociale ed economica. Lo stesso vale per il vostro telefono: possiamo vedere se preferite Android o Apple. In questo caso, il senso di appartenenza non è più nazionale ma globale. Lo stesso varrà per le valute digitali delle banche centrali (Central Bank Digital Currency – CBDC), che sfrutteranno l’occasione per riaffermare la loro centralità nel sistema monetario, ma il senso di appartenenza sarà più a una zona valutaria che a una nazione.

Crediamo che ci siano le condizioni affinché nei prossimi anni i governi e le banche centrali facciano il grande passo e adottino, per non dire impongano, le CBDC, affidandosi comodamente al settore privato, bancario certo, ma ora anche alle Big Tech, indispensabili ovunque: mantenere il duopolio pubblico-privato, che da molti decenni ormai si occupa della creazione e della politica monetaria; soprattutto, approfittarne per estendere il controllo sull’economia, e persino sulle popolazioni, e possibilmente estendersi oltre i confini ora che i simboli nazionali stanno scomparendo, ma soprattutto i confini grazie alla libera circolazione delle informazioni. Questa è la previsione che abbiamo fatto nel nostro articolo Il futuro dei sistemi di pagamento, la scomparsa del contante: quando le politiche monetarie non saranno più sufficienti.

Sono stati gli Stati Uniti a fare da apripista a questa tendenza, con la loro feroce determinazione a imporre la propria moneta oltre i confini nazionali? O è stata la Cina la prima a lanciare la sua CBDC? Ci siamo anche soffermati sull’Euro che, per la sua appartenenza a una zona monetaria, non a una vera e propria nazione e nemmeno a un continente, e per la sua incapacità di scegliere simboli che possano accontentare tutti, che l’ha costretto a inventare qualcosa di nuovo, contiene in sé molti segni di questa tendenza attuale e di ciò che essa significa in termini di abbandono della politicizzazione e della federazione dei cittadini attraverso una moneta. Per saperne di più, potete leggere il nostro articolo Eurolandia 2025-2030: dalla realtà in tasca alla virtualità, cosa resterà dell’Unione (Europea).

Tra gli sviluppi di cui si è scritto in anticipo c’è l’imminente elezione generale nel Regno Unito. Anche se non sono mai stati coinvolti nell’euro e non sono più totalmente coinvolti nell’UE, i britannici non sono mai lontani quando si tratta di reinventare il loro rapporto con il resto del mondo, a partire dai loro vicini europei. E poiché la nostra epoca non è immune dal paradosso, è attraverso un’Europa delle nazioni che Keir Starmer, il prossimo primo ministro laburista, rinnoverà i legami per un’Euro-Britannia 2025: una storia d’amore…

E c’è un altro paradosso che non dobbiamo mai perdere di vista: mentre smaterializziamo la nostra vita quotidiana con l’aiuto della tecnologia digitale, abbiamo sempre più bisogno di materie prime metalliche e minerali. La Cina è talmente avanti in questo settore che dedichiamo un breve focus all’argomento nella nostra tradizionale rubrica Investimenti, tendenze e raccomandazioni.

Il materiale non è mai del tutto scomparso, quindi presto potrete incorniciare i vostri appunti o passarli al tritacarne, a seconda del vostro umore, o addirittura fare entrambe le cose se vi ispirate a Banksy. Ma soprattutto, preparatevi ora alla prossima fase della digitalizzazione, che porterà con sé la sua parte di sconvolgimenti, consolidamenti e, soprattutto, paradossi.

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