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Investimenti, tendenze e raccomandazioni (feb 2019)

Investimenti, tendenze e raccomandazioni. Ricordiamo che le nostre raccomandazioni non hanno scopo speculativo; esse non intendono stabilire guadagni maggiori bensì perdite minori (se non tutto), poiché nel contesto di una crisi sistemica a livello mondiale come quella che attraversiamo adesso, è l’unico obiettivo razionale.

– Or-Criptor: pazienza!
– Criptomonete: un anno perso
– Operatori Telecom: attenzione al 5G!
– Petrolio: intoppi in vista
– Internazionalizzazione dell’euro: non fidatevi troppo

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Oro-Criptor: pazienza!

Con due articoli sull’oro in due numeri, i nostri lettori crederanno che raccomandiamo l’acquisto di oro o di cripto-oro. Non è affatto così…

. Per quanto riguarda l’oro, non facciamo altro che ripetere, come facciamo da ormai tredici anni, di conservare bene i beni già acquistati. Se non ne avete, l’attuale prezzo basso deve incoraggiarvi a disporre di una riserva personale, come fanno le banche centrali;

. Per quanto concerne invece il cripto-oro, via consigliamo la massima diffidenza, tenendo comunque l’evoluzione dei primi esperimenti.

Figura 1 – Prezzo dell’oro da 12 mesi. Fonte: GoldPrice.

Criptomonete: un anno perso

La diffidenza chiesta in materia di cripto-oro, finché gli Stati non se ne saranno occupati seriamente, vale anche per tutte le criptomonete in generale. L’ultimo incidente in questo campo, perfetto per tenere alla larga potenziali utilizzatori di criptomonete, è naturalmente l’incredibile caso pieno di colpi di scena della morte del proprietario della QuadrigaCX che si è portato nella tomba i codici che permettono di accedere ai 260 milioni di 115.000 utilizzatori[1]! Come abbiamo spiegato fin dall’inizio, al centro delle criptomonete c’è la questione della regolamentazione. È quindi anche in questa fase sperimentale che ci sono affari da fare se si è giocatori… e prudenti!

Operatori Telecom: attenzione al 5G!

Il 5G si avvicina[2]! E con esso una nuova fase di sviluppo della datasfera che ci porta dritto verso l’Internet degli oggetti (dove, dopo aver comunicato tra di noi e poi con i nostri oggetti, gli oggetti comunicheranno tra loro) con applicazioni come i tanto attesi veicoli autonomi, tutto quello che riguarda la domotica, ecc. Questa tappa evolutiva aprirà inoltre grandissime prospettive a tutto quello che è realtà virtuale. Perché non saranno solo gli occhi a diventare a grandezza naturale, ma anche i concerti, gli spettacoli, le mostre, le città storiche, la natura, la storia, lo spazio…: tutto questo entrerà nei nostri saloni dietro maschere, caschi o occhiali connessi tramite i telefoni cellulari. Tanti campi da gioco per le start-up di domani e i futuri miliardari. Ma questa nuova fase di disintermediazione non porterà solo buone notizie. Alcuni settori finiranno per soffrire, se non scomparire. Si pensi ai «classici» operatori Telecom specializzati in hardware che tenderà a scomparire per il fatto che sarà in parte la rete di telefonia mobile a fornire al futuro l’hardware principale (installazioni hardware, relè, computer di stoccaggio di dati, antenne…).

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