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Il numero mensile del Laboratorio europeo di Anticipazione Politica (LEAP) - 15 Feb 2017

Immobiliare europeo: prudenza

Dalle analisi ottimiste sul mercato immobiliare europeo leggiamo qua e là[1] che la «ripresa» c’è, che il settore gode di buona salute ecc. I nostri lettori ne dubitano, il nostro team è meno entusiasta e invita alla massima prudenza, benché le prospettive non siano del tutto oscure.

Il mercato immobiliare resta difficile da analizzare per via dell’operato dei vari attori economici e politici. Quest’anno le prospettive sono molto incerte, e quindi conviene essere molto prudenti. Sono previsti veri e propri sconvolgimenti (elezioni in Europa, economia, geopolitica…) ma, come abbiamo visto con l’inatteso rialzo dei mercati finanziari a seguito dell’elezione di Trump o della Brexit, adesso le reazioni del sistema sono fondamentalmente imprevedibili.

Finora, il rendimento dell’immobiliare occidentale si spiega in gran parte con i tassi di interessi mantenuti al minimo da parte delle banche centrali. Malgrado le prime decisioni della Fed, il nostro team non anticipa una grande risalita dei tassi della BCE o della Fed, in particolare perché la politica di Trump necessita di un dollaro debole e perché il timido ritorno dell’inflazione in Europa è essenzialmente dovuto al prezzo del petrolio e non solleva particolari preoccupazioni di iperinflazione. Nell’anno a venire, quindi, i tassi di prestito immobiliare resteranno probabilmente molto deboli (a scapito, comunque, di una leggera risalita), i quali continueranno a sostenere il mercato immobiliare. Notiamo inoltre che le costose politiche di sostegno all’immobiliare sono state tutte mantenute nonostante la situazione finanziaria dei vari paesi, segno che un soggetto politicamente sensibile nessuno se lo lascerà scappare tanto presto: il sistema continua ad arroccarsi per evitare ad ogni costo il crollo dei prezzi immobiliari…

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Sommario

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