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GEAB 114

Il numero mensile del Laboratorio europeo di Anticipazione Politica (LEAP) - 15 Apr 2017

Governance dell’euro/Horizon 2020 : l’inevitabile evoluzione del mandato unico della BCE

La crisi finanziaria prima e del debito poi hanno portato ad una modifica sostanziale del mandato della BCE e di fatto a disposizioni più politiche. La BCE ha acquisito impliciti mandati di salvaguardia dell’euro e di politica economica che superano ampiamente l’iniziale obiettivo di stabilità dei prezzi. L’ambiguità attuale non potrebbe durare e l’estensione del mandato potrebbe essere uno dei grandi dibattiti europei all’inizio del 2020.

Nel rapporto sulla Banca Centrale Europea, (BCE) pubblicato il 28 marzo 2017 dall’associazione di lotta alla corruzione e per la trasparenza, Transparency International[1], è stata chiaramente posta la questione della natura del mandato di tale istituzione e delle conseguenze sulla responsabilità di quest’ultima. « Le misure estreme prese dalla BCE dal 2008, si leggeva nel rapporto, hanno portato la banca a estendere il suo mandato fino al punto di rottura ponendo la questione del quadro di responsabilità » dell’istituzione. Infatti, a quasi vent’anni dalla nascita, il mandato della BCE non è mai stato tanto debole.

Il decennio del successo del mandato originale

Tale mandato è stato definito dall’articolo 127 del Trattato di Maastricht del 1992 e fa della BCE il custode della stabilità dei prezzi nella zona euro[2]. Questa stabilità, in seguito definita dal Consiglio Direttivo con un’«inflazione annuale dei prezzi al consumo inferiore ma vicina al 2%»[3], è legalmente l’unica responsabilità che spetta alla BCE. L’ex presidente fino al 2011, Jean-Claude Trichet, ripeteva che aveva «un solo ago sulla propria bussola»[4], quella della stabilità dei prezzi. E il successore, Mario Draghi continua a ribadire i termini del contratto[5]

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