Home Les bulletins GEAB GEAB 110 Demonetizzazione: l’India apre con la fanfara il ballo dei QE fiscali

GEAB 110

Il numero mensile del Laboratorio europeo di Anticipazione Politica (LEAP) - 15 Dic 2016

Demonetizzazione: l’India apre con la fanfara il ballo dei QE fiscali

Dall’8 novembre 2016 l’India opera una rivoluzione monetaria di portata mai vista per dimensione di popolazione e profondità della trasformazione indotta. Demonetizzando le banconote più grosse da 500 e 1000 Rs (rupie), il governo indiano tenta di reintegrare la gigantesca economia parallela, o nera, o più semplicemente arcaica, del paese nell’economia ufficiale. In una nazione in cui il 90% delle transazioni viene effettuata in liquidi, grandissima parte dell’attività sfugge alla conoscenza del governo centrale, e quindi alle statistiche, alle imposte e al finanziamento delle infrastrutture.

Proporzione delle transazioni in liquidi per paese (blu: in volume; rosso: in valore). Fonte: Bloomberg.

Segni premonitori

Non c’è niente di nuovo sul fatto che il governo centrale tenti di obbligare la popolazione a dichiarare le proprie ricchezze. Tra il 1951 e il 1997, ad esempio, erano stati lanciati non meno di dieci progetti di amnistia, incitando i cittadini a dichiarare il loro reddito non ufficiale in cambio di un semplice pagamento maggiorato delle tasse[1].

Quando Narendra Modi è salito al potere il 26 maggio 2014, il programma parlava di modernizzazione del paese secondo i principi neoliberali di privatizzazione e di deregolamentazione. Ma da allora il mondo ha cambiato tono. In India, come ovunque, si parla ormai più di investimenti nelle infrastrutture, di keynesianismo e di fiscalità che di alleggerimento monetario e di indebitamento. È così che nel novembre 2015, Modi ha cominciato a prevedere una nuova forma di modernizzazione fondata su un’ambiziosa riforma fiscale (JAM[2]). 

Commenti

Per lasciare un commento, abbonatevi.
Sommario

Abbiamo già a lungo argomentato che la crisi ha ormai preso una piega più politica che geopolitica. Ciò significa che la crisi economico-finanziaria è finita? Nessuno ci accuserà di averlo [...]

L’Africa! Il secondo continente più grande del mondo dopo l’Asia, in superficie e in popolazione, ma anche uno dei più poveri, scosso da conflitti e guerre interne. Ma soprattutto con [...]

Come ogni anno nel mese di dicembre, abbiamo proceduto ad una valutazione delle anticipazioni sulle tendenze di gennaio. Ci soffermiamo su un punteggio finale di 25,5 su 34, ovvero il [...]

Infrastrutture vs obbligazioni sovrane Recentemente lo abbiamo sottolineato a più riprese, le promesse di campagna di Trump e il probabile lancio dei QE fiscali in Europa e negli Stati Uniti [...]

Articoli correlati
Geta Moldovan
15 Giu 2019

«L’Europa insiste a finanziare il presente laddove gli americani e i cinesi finanziano il futuro.»

#economia #Europa #new tech

Intervista ad Éric Leandri, Presidente e direttore generale di Qwant Presidente, direttore generale e cofondatore di Qwant, motore di ricerca francese, Éric Leandri condivide con il GEAB la convinzione che [...]

Geta Moldovan
15 Giu 2019

2010-2030: scomparsa del sistema bancario europeo per come lo abbiamo conosciuto

#banca #Criptomonete #Europa #finanza #sistema monetario internazionale

Dieci anni dopo la grande crisi, attualmente sulla salute del settore bancario europeo prosperano i rapporti. Da un lato però le banche europee se la sono cavata solo grazie al [...]

Geta Moldovan
15 Mag 2019

Volti del futuro – Manfred Weber: Armonizzazione Parlamento-Commissione

#Europa #política

A un nuovo volto dell’Europa del domani, come descriviamo nel presente numero del GEAB, rispondono anche i volti degli europei del domani. Tra questi quello di Manfred Weber, il petulante [...]