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GEAB 115

Il numero mensile del Laboratorio europeo di Anticipazione Politica (LEAP) - 15 Mag 2017

Rottura dei sistemi di informazione occidentali: qualche consiglio pratico per sopravvivere “informativamente” parlando?

Dopo la seconda guerra mondiale, il dominio morale dell’Occidente sul resto del mondo si è unicamente ma in gran parte fondato sull’innegabile qualità dei media, garanti di un’informazione rappresentativa delle realtà mondiali e dei dibattiti pubblici riguardanti. Non si tratta qui di idealizzare un sistema ben lungi dall’essere perfetto, bensì di ricordare che per diversi decenni è stato il migliore su scala globale.

È su questo sistema di informazione aperto che il «mondo libero» (e molto più semplice) ha poggiato i propri meccanismi democratici in modo soddisfacente.

L’evoluzione del mondo vs la stagnazione dei sistemi di informazione

Non è nostra intenzione raccontare tutta la storia del crollo di questo sistema di informazione risultante da un processo lungo e dai molteplici fattori. Diciamo semplicemente che lo si può fare risalire con la caduta del blocco sovietico che inaugura varie tendenze:

. un noncurante sentimento di invincibilità da parte del campo occidentale;

. l’apertura del mondo a nuove influenze civilizzatrici fino ad allora racchiuse entro le mura della Guerra Fredda o incluse in un campo di alfabetizzazione occidentale;

. la depolitizzazione delle società che all’improvviso sono oscillate in un universo economico a causa della «fine della Storia»;

. a ciò vanno naturalmente aggiunti gli effetti del processo di globalizzazione avviato all’indomani del crollo del comunismo, dell’evoluzione del processo di integrazione regionale «all’europea», e presto di connessione a Internet.

Tutto questo porta a un mondo complesso, aperto e multi-connesso che abbraccia una nuova dimensione di quantità di informazioni pertinenti per tutti intorno ad un Occidente occupato più a contare che ad osservare.

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Sommario

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