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Perspectives
pic-geab-108 Grande isolamento USA: quando ci si mette anche la finanza mondiale, si è sull’orlo del precipizio

Fino ad oggi, il grande isolamento volontario degli Stati Uniti attualmente in atto verso il resto del mondo, come abbiamo più volte analizzato in queste pagine, è stato soprattutto geopolitico, un isolamento che non può che peggiorare qualsiasi risultato delle presidenziali (per Trump con l’assenza di una politica estera; per Clinton con la violenza della stessa). A tale dimensione politica si aggiunge adesso un campo che finora è stato risparmiato, un campo che, tra l’altro, è stato al centro del potere degli Stati Uniti nel mondo di ieri – non stupisce quindi che arriva il momento in cui esso non può più reggere –, ovvero la finanza.

Il caso Deutsche Bank: un utilissimo spauracchio

Quando si trovano in difficoltà, gli Stati Uniti adottano continuamente lo stesso metodo di camuffamento dei problemi grazie al grande guazzabuglio dei problemi degli altri, tra cui l’Europa, che si ritrova ad essere regolarmente lo zimbello della compagnia. Quando quindi il mondo rimane sbalordito di fronte alla notizia della multa record di 14 miliardi di dollari che gli Stati Uniti infliggono alla Deutsche Bank[1], si assiste di certo con orrore alle estorsioni commesse da questa banca[2], ma va anche capito a cosa è servita tale sanzione. In molti l’hanno vista come una piccola vendetta dopo l’ammenda di Apple in Europa[3] , una spiegazione non trascurabile, ma c’è qualcosa di più importante. Gli Stati Uniti, mettendo in difficoltà la maggiore banca europea, sono riusciti a centrare il dibattito sui problemi delle banche europee in generale. Malgrado la sorprendente stabilità finanziaria in Europa dopo tutti questi anni di tormenta (in parte, non va dimenticato, grazie alle immissioni della BCE, anche se probabilmente queste ultime servono più la finanza mondiale che gli interessi europei), non illudiamoci che il settore bancario europeo non abbia problemi, assolutamente[4]. Siamo però straconvinti che sia uno spauracchio utile a distogliere lo sguardo dalle difficoltà USA. Perché i titoli degli articoli sulla Deutsche Bank sono allarmisti: fallimento imminente, bailout necessario, contagio alle altre banche europee, addirittura prossima crisi in vista[5], ecc.

Ora, per non parlare della crescita economica degli Stati Uniti, che non fa altro che indebolirsi come si può vedere nel grafico seguente[6], l’incapacità della Fed di rilevare i tassi di interesse è segno della debolezza economica del paese.

fig1Figura 1 – Crescita ufficiale dell’economia USA per trimestre (annua) da gennaio 2015. Fonte: Trading Economics.

Il mercato del lavoro va sempre a rilento, malgrado sia stato annunciato che la disoccupazione sia solo del 5%, il quale, se si guarda al tasso di impiego al minimo fin dagli anni ’70, è ben lontano dalla realtà (in breve, il calo del tasso di disoccupazione non è che il risultato del calo del tasso di impiego).

fig2Figura 2 – Tasso di impiego (blu, asse sinistro) e di disoccupazione (rosso, asse di destra) negli Stati Uniti dal 2007. Fonte: FRED.

Altra precisazione: malgrado un dollaro sempre al massimo livello, Bayer si permette di acquistare Monsanto[7], e Danone WhiteWave[8], ecc., come se l’ex Europa si pagasse gli Stati Uniti ... Leggete