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GEAB 121

Il numero mensile del Laboratorio europeo di Anticipazione Politica (LEAP) - 15 Gen 2018

Sistema finanziario europeo 2022: distaccamento dalla City e multipolarizzazione delle piazze finanziarie della zona euro

«Brexit significa Brexit»[1]. Per Theresa May, la «soft Brexit» non esiste: un’uscita dall’Unione Europea deve essere sinonimo di uscita dal mercato unico. Per il governo britannico «Brexit» significa quindi «hard Brexit». Già nel GEAB 103 il nostro team ha considerato la possibilità che entro il 2020 la City possa ritrovarsi «nelle zone periferiche del continente europeo»[2]. Con i negoziati dei termini del divorzio si verificano i primi traslochi indotti dalla difficile ma inevitabile rottura. E come in qualsiasi divorzio gli ex coniugi si dividono i beni mobili. Qui, le società finanziarie fanno emigrare locali, attivi e impiegati verso il continente[3].

In Europa, Michel Barnier, negoziatore capo della Commissione Europea, ha dichiarato che «non potrebbe esserci un accordo speciale per la City»[4]. Attualmente, nessun altro accordo commerciale con un paese terzo comprende i servizi finanziari. La Commissione vuole evitare a tutti costi un pre-accordo per il Regno Unito per paura di un effetto domino[5]. Per Bruxelles, infatti, ciò metterebbe a repentaglio il funzionamento stesso dell’Unione, scatenando l’ira dei paesi che rispettano le direttive europee.

Le anticipazioni del nostro team sono più che mai valide. Pur di consolidare l’indipendenza della zona euro, gli europei sembrerebbero pronti a emanciparsi da Londra, anche a costo di lasciarci le penne.

Brexit o no Brexit, Londra vedrà pertanto restringersi l’accesso al mercato unico e il Regno Unito verrà visto come un continente instabile dagli investitori. Oggi anticipiamo un progressivo distacco tra la City e il mercato unico durante e dopo il periodo di transizione post-Brexit nonché una multipolarizzazione dei servizi finanziari all’interno della zona euro entro il 2022.

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Sommario

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