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GEAB 133

Il numero mensile del Laboratorio europeo di Anticipazione Politica (LEAP) - 16 Mar 2019

Verso una «Sfera Economica Francofona» (SEF)

Emmanuel Macron ha assunto il potere per servire un programma europeo che passa per il reinserimento della Francia – emarginata dal 2003[1] ma senza la quale non c’è Europa – al centro del concerto delle nazioni europee. L’idea era che dimostrando buona volontà in materia di riforme di compatibilità con l’Unione, la Francia e le sue idee verrebbero di nuovo accettate. Due anni dopo il clamoroso fallimento: non soltanto l’Unione ha continuato a snobbare tutte le proposte francesi  (in particolare in materia di riforma dell’euro) ma le riforme nazionali hanno fatto scendere in strada i francesi[2].

Attualmente Emmanuel Macron si sta giocando l’ultima carta tentando di ripetere a livello europeo la mossa politica nazionale del 2017 lanciando una dinamica politica transeuropea[3]. Pur sostenendo questa iniziativa[4], il nostro team può solo anticipare un nuovo fallimento: arriva troppo tardi, e soprattutto il punto di partenza non solo nazionale ma francese di questa iniziativa è di per sé una ragione sufficiente per un rifiuto da parte degli europei… e dei francesi, d’altronde: discorso troppo europei per i francesi, strategia troppo francese per gli europei. Va bene che esiste ma non basterà a far uscire dal pantano l’Unione, la quale dovrà quindi impegnarsi ad un completo cambio di manovra al termine dello scrutinio, come spiegato nell’articolo precedente.

Al termine dell’ultimo schiaffo alle sue ambizioni europee, a Macron si offrono due situazioni: o si ritrova in una situazione politica estremamente complicata che porta alla sua eliminazione a favore dei ministri di governo molto più franco-francesi come Bruno Le Maire… se non alla destituzione; oppure cambierà completamente tono ignorando qualsiasi discorso europeo e adottando invece tutti i criteri del gollismo.

Da questa anticipazione si profilano due scenari: se Macron resta al potere rimette in sella la Francia su principi golliani; se venisse destituito, probabilmente emergerà una Francia melenchonista o lepenista. Non siamo in grado di anticipare quale dei due scenari prevarrà. Scegliamo inoltre di anticipare il tipo di progetto che potrà vedere il giorno sotto la guida di Emmanuel Macron.

A cominciare da questa francofonia di «riconquista» auspicata durante l’ultimo vertice dell’OIF ad Erevan lo scorso ottobre[5]. Macron ha un piano B! E cominceremo a vederlo all’opera a partire da quest’anno dopo le elezioni europee. Questo piano di riposizionamento della Francia sulla Francofonia (che dovrà accompagnare attentamente una logica d’Europa come punto di svolta combinandosi alle iniziative britanniche del Commonwealth o ispano-latino americane, ecc.) avrà come effetto:

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